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Trovo interessante quello che
Trovo interessante quello che dice l’assessore, anche se mi sfugge la visione generale. Spero comunque che metta alla luce tutti le sue azioni e i suoi pensieri, così da condividerli il più possibile. Personalmente trovo che la mobilità è praticamente tutto, ma non dev’essre un fine bensì un mezzo. La comodità di chi lavora e vive in centro città (e per centro intendo centro storico) è innegabile., Di fatto non server l’auto, ha un centro commerciale suo ed è vicino alla stazione, che gli permette di raggiungere praticamente tutto. (e qui sta il senso del perché la mummia debba stare in centro, e per centro intendo pure il Virgolo, dato che si raggiungerebbe tramite funivia). Per portare gli stessi benefici anche in periferia secondo me la città deve sviluppassi su più piani. Quindi il taffico va spostato sotto terra. Oslo docet. Per i costi chiamerei il signor Musk e chiederei un preventivo per la sua talpa. Da ciclista dico bene le biciclette ma non sono per tutti! Le persone anziane e non abili come fanno? E poi d’inverno? Inoltre chiederei a Leitner per sviluppare soluzioni innovative ai soliti schifosissimi bus.
Schreibtischtäter wollen
Schreibtischtäter wollen immer wieder das Rad neu erfinden. Menschen mit Hausverstand und Erfahrung wollen den Bestand konsolidieren. Es wird viele Kompromisse brauchen.
Sicuramente l'assessore
Sicuramente l’assessore Fattor ha un approccio realistico alla questione del traffico a Bolzano. Il che è già un buon punto di partenza.
Mi sembra tuttavia sopravvalutata la potenzialità delle bici elettriche per chi, per lavoro e non per diletto, si reca giornalmente a Bolzano provenendo dal contado.
Sicuramente possibile da Cardano e Settequerce, forse Terlano. Ma improbabile dall’Oltradige. Sia per una questione di pendenze che per una questione di distanze e, soprattutto, di condizioni meteo (caldo, freddo, pioggia), che scoraggiano il pendolare medio dall’utilizzo della bici.
Manca però completamente il riferimento al traffico interno a Bolzano, generato dagli stessi bolzanini che usano l’auto per andare da Gries a piazza Walther ... o al Twenty appunto. Sarebbe quindi bene che il comune di Bolzano sviluppasse anzitutto una politica diretta a spingere i propri cittadini ad utilizzare la bicicletta.
In risposta a Sicuramente l'assessore di Faber Simplicius
Nei Paesi Bassi o a
Nei Paesi Bassi o a Copenaghen i condizioni meteo non sono certemante più clementi, anzi... Un paio di anni fa sono stato ad Amsterdam in pieno inverno (1-2 gradi, pioggia e un vento da brividi), e nonostante tutto l’intera città era in bici. Un’esperienza allucinante! San Michele dista da Piazza Walther ca. 10 km e 150 m di dislivello, veramente tutt’altro che spaventoso con una bici elettrica.
Il problema più grande è un altro, cioè che niente sarà mai così comodo come avere una macchina parcheggiata davanti alla casa, un percorso su strade perfettamente adeguate al traffico a quattro ruote, libero accesso dappertutto e poi magari pure la possibilità di parcheggiare gratuitamente davanti al posto di lavoro. La verità vera, che poi nessun politico dalle nostre parte mai oserebbe pronunciare (Verdi a parte, forse), è che l’unico metodo efficiente di spingere i propri cittadini ad utilizzare la bicicletta consiste nella discriminazione sistematica del traffico motorizzato a favore della bici. Nei Paesi Bassi o in Danimarca il cittadino medio non è necessariamente più ecologico o più sportivo, lì hanno semplicmente fatto il traffico motorizzato all’interno delle città il più faticoso possibile, e allo stesso tempo ridedicato più spazi possibili ai ciclisti. E poi, alla fine, un’ora di punta ad Utrecht (350.000 abitanti) vicino alla stazione centrale si presenta così: https://www.youtube.com/watch?v=n-AbPav5E5M&t=0s
In risposta a Nei Paesi Bassi o a di Albert Hofer
Aber das im Video ist schon
Aber das im Video ist schon ein Radweg, oder?
In risposta a Aber das im Video ist schon di Manfred Gasser
Natürlich, auch in Holland
Das ist ein Radweg, der eine „Autostraße“ am Hauptbahnhof kreuzt (ein Vergleich zur rush hour am Bozner Bahnhofsplatz drängt sich da auf). Aber natürlich, auch in Holland baut man für Fahrräder Radwege :-) An dem Punkt hören dann aber schon bald die Gemeinsamkeiten mit „unseren“ Radwegen auf. Man schneidet dort nämlich die gesamte Verkehrsplanung auf die Bedürfnisse der Fahrradfahrer zu. Radwege werden sehr breit geplant (und Autostraßen entsprechend enger), man baut sie in möglichst vielen Straßen, sie verkehren in möglichst gerader Richtung (bei uns sind die direttissime meist für Autos gedacht, ausgewiesene Radwege nehmen dagegen umständliche Kurven oder sonstige Umwege, mitunter auch mehrmalige Straßenseitenwechsel), Kreuzungsbereiche sind architektonisch für schnelles und sicheres Radfahren optimiert, die Ampelschaltungen priorisieren Radfahrer (sieht man ja gut im Video), teilweise gibt es sogar Vorfahrsregelungen zugunsten von Fahrrädern (also Autos müssen an Kreuzungen Vorfahrt geben!), es gibt in Zentren konsequente Geschwindigkeitsbeschränkungen für Autos, stark beschränkte Zufahrtsmöglichkeiten für Autos und nur sehr wenige, allerdings extrem teure zentrumsnahe Autoparkplätze, dafür an jeder Ecke Fahrradparkplätze (an Bahnhöfen auch riesige Fahrradparkhäuser). Und da schließt sich der Kreis zum obigen Interview: In Bozen hat man zentrumsnah Autoparkplatz um Autoparkplatz gebaut (und bald baut man noch einen weiteren gigantomanischen Autoparkplatz unter dem Siegesplatz), während es nicht mal an einem zentralen Punkt wie dem Bahnhof nennenswerte Fahrradabstellmöglichkeiten gibt.
Hier noch ein paar weitere Bilder aus Utrecht, nicht nur von Radwegen. Da sieht man mal, was bei konsequenter Planung auch in wesentlich größeren Städten so alles möglich ist... https://www.youtube.com/watch?v=ynwMN3Z9Og8
Mi limito solo al "Metrobus
Mi limito solo al „Metrobus da sud“... a parte che mi piacerebbe capire di cosa si tratta, senza una riduzione/blocco del traffico e con senza corsie preferenziali degne di tal nome non serve ad una beata cippa. Giusto per essere chiaro e sintetico.
E' curioso che, spero di non
E' curioso che, spero di non avere saltato questo punto nel’articolo e nei commenti, non si affronti la questione anche in termini di lavoro a distanza. Vogliamo mettere in chiaro che venire in auto da Terlano o da Salorno per piazzarsi di fronte a un PC a Bolzano centro e‚ un’assurdita‘? Ormai si inizia a capire, e ce ne e‚ voluta!, che per chi lavora su documenti digitali stare in ufficio o a casa e‘ equivalente. Contatti con i colleghi? Due-tre volte a settimana, non cinque, e a rotazione. Quanto traffico si eliminerebbe in questo modo? E quanti dei problemi legati al traffico? Tra l’altro a un costo irrisorio e con benefici immediati in termini sia di mobilita‚ facilitata sia di qualita‘ dell’aria e salute collettiva.
Ho vissuto alcuni anni a Lund, Svezia, di fronte a Copenhagen ma a differenza di questa piuttosto collinare, con dislivelli molto piu‚ marcati che a Bolzano. Usare la bicicletta o i mezzi pubblici e‘ un’ovvieta‚ percepita e condivisa, e questo ormai da decenni. Sono dei poveri mentecatti sottosviluppati ai quali guardare con sufficienza? Non proprio. Un’universita‘ sempre compresa nel ranking delle prime cento mondiali, policlinico di eccellenza e la sede centrale di alcune multinazionali di dimensione mondiale quali Alfa Laval e TetraPak. E si muovono prevalentemente in bici. Unglaublich, nicht wahr?
Possiamo girarci intorno
Possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma fino a quando ci saranno le colonne di macchine di Bolzanini verso la Zona Industriale alla mattina e alle 17 in senso contrario per mancanza di un’offerta organica e veloce del TPL, non faremo passi avanti.
E in più poi la gestione del traffico da/verso Bolzano......pedaggio subito!
In risposta a Possiamo girarci intorno di Martin Aufderklamm
Qui potrebbe essere d'aiuto
Qui potrebbe essere d’aiuto il sistema della monorotaia sospesa come proposto per l’elettrificazione di corsie su autostrade e strade con significanti vantaggi elencati sul sito www.tirol-adria.com .