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Alle domande di Alberto Stenico si può rispondere che fino al 1918 non c’erano italiani in Tirolo, ma tirolesi che parlavano italiano. E prima del 1861 non esisteva nemmeno l’Italia.
Caro Stefan Kofler, appunto perchè i „Welschtiroler“ erano convinti Tirolesi, meritano piena cittadinanza nelle pubblicazioni storiche sul Tirolo. Ignorarli significa non riconoscere il pluralismo culturale di questo Land. Si può essere di lingua e cultura italiana, essendo comunque tirolesi.
Nord Tiroler, Süd Tiroler, Welsch Tiroler: es gibt keinen unterschied. Tirol significa: ein Gott, ein Land aber drei Sprachen. Meiner Meinung nach, la cultura italiana, specialmente quella moderna, c’entra assai poco. Io penso che Lei comunque si riferisca, ma posso sbagliare, agli italiani di oggi, per niente „convinti Tirolesi“, come Lei dice.
Nel libro, comunque, non si parla né degli uni, né degli altri, è questo il senso del mio post. Per quanto riguarda gli italiani venuti in Alto Adige a partire dal 1918, cosa devono considerarsi se non cittadini a pieno titolo della nostra provincia!? E quindi anche parte attiva nel processo di integrazione delle tre province del Tirolo storico, nella nuova Euregio. Dopo cento anni dalla prima guerra mondiale, c'è lo possiamo permettere. Buona Pasqua a Lei, Stefan Kofler!
Anche considerando la necessità di sintesi imposta dallo spazio a disposizione, la disinvoltura e la sicumera delle Sue conclusioni lasciano perplesso il lettore. La invito a rileggere quanto scrisse Indro Montanelli a pagina 41 del Corriere della Sera del 23/09/1997, tuttora valido. Per quanto riguarda l’Euregio, preferisco vedere prima di giudicare: Timeo Danaos et dona ferentis... Non se ne abbia a male se correggo il suo italiano, „c'è lo possiamo... “ si scrive così: ce lo possiamo....
„C'è“, come scritto da Lei, significa tutt’altro (es gibt).
Frohe Ostern Ihnen.
Alle domande di Alberto
Alle domande di Alberto Stenico si può rispondere che fino al 1918 non c’erano italiani in Tirolo, ma tirolesi che parlavano italiano. E prima del 1861 non esisteva nemmeno l’Italia.
Caro Stefan Kofler, appunto
Caro Stefan Kofler, appunto perchè i „Welschtiroler“ erano convinti Tirolesi, meritano piena cittadinanza nelle pubblicazioni storiche sul Tirolo. Ignorarli significa non riconoscere il pluralismo culturale di questo Land. Si può essere di lingua e cultura italiana, essendo comunque tirolesi.
In risposta a Caro Stefan Kofler, appunto di Alberto Stenico
Nord Tiroler, Süd Tiroler,
Nord Tiroler, Süd Tiroler, Welsch Tiroler: es gibt keinen unterschied. Tirol significa: ein Gott, ein Land aber drei Sprachen. Meiner Meinung nach, la cultura italiana, specialmente quella moderna, c’entra assai poco. Io penso che Lei comunque si riferisca, ma posso sbagliare, agli italiani di oggi, per niente „convinti Tirolesi“, come Lei dice.
Nel libro, comunque, non si
Nel libro, comunque, non si parla né degli uni, né degli altri, è questo il senso del mio post. Per quanto riguarda gli italiani venuti in Alto Adige a partire dal 1918, cosa devono considerarsi se non cittadini a pieno titolo della nostra provincia!? E quindi anche parte attiva nel processo di integrazione delle tre province del Tirolo storico, nella nuova Euregio. Dopo cento anni dalla prima guerra mondiale, c'è lo possiamo permettere. Buona Pasqua a Lei, Stefan Kofler!
In risposta a Nel libro, comunque, non si di Alberto Stenico
Anche considerando la
Anche considerando la necessità di sintesi imposta dallo spazio a disposizione, la disinvoltura e la sicumera delle Sue conclusioni lasciano perplesso il lettore. La invito a rileggere quanto scrisse Indro Montanelli a pagina 41 del Corriere della Sera del 23/09/1997, tuttora valido. Per quanto riguarda l’Euregio, preferisco vedere prima di giudicare: Timeo Danaos et dona ferentis... Non se ne abbia a male se correggo il suo italiano, „c'è lo possiamo... “ si scrive così: ce lo possiamo....
„C'è“, come scritto da Lei, significa tutt’altro (es gibt).
Frohe Ostern Ihnen.
Ha ragione, per l'errore
Ha ragione, per l’errore grammaticale...,ma per il resto rimango della mia idea.