SALTO: Come è iniziato il percorso che vi ha portato a diventare genitori?
Christian Contarino: Danilo ed io ci siamo conosciuti nel 2011 a Genova, stiamo assieme da più di dieci anni. Ad un certo punto Danilo ha espresso il desiderio di diventare papà. Ne abbiamo parlato ed abbiamo iniziato ad informarci molto nel periodo pre-Covid, poi abbiamo deciso di iniziare il percorso negli Stati Uniti e da lì, dopo circa due anni, è nato Noah, il 13 ottobre 2023.
Quali sfide avete incontrato nel percorso di GPA?
È stato un percorso complesso, con molte sfide sul piano legale. C'è davvero tanto da imparare, e ammetto che questa parte ci ha messo parecchio in apprensione. Grazie all’associazione Famiglie Arcobaleno, abbiamo avuto modo di confrontarci con altre coppie di papà per capire meglio i potenziali ostacoli giuridici; uno dei principali timori era proprio il rientro in Italia. Per sicurezza, avevamo anche iniziato a valutare di trasferirci nei Paesi Bassi o a Malta, dove i diritti LGBTQI+ e le famiglie arcobaleno hanno una maggiore tutela. Alla fine, per noi il problema non si è presentato, ma oggi riguarda altri futuri genitori nelle nostre stesse condizioni. Cosa faranno i prossimi Danilo, i prossimi Christian, e tutte le coppie che presto accoglieranno un figlio?
Una volta arrivati in Italia con vostro figlio che percorso avete dovuto seguire?
Abbiamo deciso che Danilo fosse il papà biologico e io il papà intenzionale; negli Stati Uniti siamo entrambi già papà, legalmente abbiamo tutti i diritti genitoriali nei suoi confronti. All’anagrafe di Bolzano invece abbiamo incontrato delle difficoltà: quando abbiamo spiegato che nostro figlio era nato tramite gestazione per altri, sono sorti dubbi su come gestire il primo caso di questo tipo, perché siamo stati i primi a farlo a Bolzano. All’inizio hanno storto un po' il naso, richiedendo conferme dal tribunale, documentazione medica e altre verifiche. Per superare questi ostacoli, ci siamo rivolti al dipartimento per la lotta alla discriminazione, che è stato fondamentale per sbloccare l’iter.
>La legge che istituisce il…
>La legge che istituisce il reato universale di GPA non è retroattiva, quindi, in teoria, non dovremmo avere conseguenze.<
In uno stato di diritto nessun reato deve essere retroattivo.
>Tuttavia, il rischio potrebbe emergere nel momento in cui dovessimo interagire con l’ospedale o richiedere il passaporto per Noah: in questi contesti potrebbe comunque scattare una denuncia, costringendoci a difenderci legalmente. Tra poco dovremo portare nostro figlio a fare il vaccino, e ci chiediamo: ora che questa legge è stata approvata, cosa dovrebbero fare gli infermieri? Dovrebbero denunciarci? È quello che la ministra Rocella ha suggerito ai pediatri. Questa è la realtà in cui siamo costretti a vivere.<
Il figlio è nato prima della andata in vigore del GPA, cosa facilmente provabile in quanto registrato alle anagrafe, per quanto non ci saranno ripercussioni legali. Di seguito queste sono preocupazioni inutili.
Più complicata sarà la situazione per le copie che sono in una fase iniziale del percorso, dove dovranno provare che la fecondazione della madre è stata eseguita prima della andata in vigore del GPA. Nei casi dove la madre è stata fecondata dopo, si rischia che la legge venga applicata.
>Savana si sposerà adesso con il suo compagno Brian anche grazie ai soldi che gli abbiamo dato, qual è il problema?<
Se un giorno Noah chiederà dove si trova sua madre gli si potrà dire che vive negli stati uniti e con i soldi per portarlo in vita si è pagata le nozze e costruita una vita senza di lui.
Savana,la gestante....
Savana,la gestante....
A proposito della gestante…
A proposito della gestante in „affitto“: del tema (la biopolitica) se ne era occupato Michel Foucault, forse il filosofo più noto sull’argomento. Qui di seguito un interessante lavoro al riguardo:
"Maternità surrogata: la biopolitica del corpo.
Una lettura della convergenza tra patriarcato e ideologia neoliberale"
(purtroppo non riesco a mettere il link: cercate su google.it il lavoro di Laura Sugamele usando anche il termine biopolitica)