Gioco d'azzardo
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Incoerenza
La più grande sala giochi della nostra provincia è ospitata purtroppo in un edificio del Comune di Bolzano, nella posizione più strategica di tutto il nostro territorio e cioè l’edificio della stazione autocorriere in via Perathoner. E questa destinazione non l’ha decisa lo Stato.......
Da un estremo all'altro
Come sempre più spesso sta accadendo, alcune problematiche vengono trattate a seconda di chi interviene con dei semplici „si“ o „no“.
La questione legata al gioco, è un pò come quella delle prostitute, non si risolve con i divieti o togliendo le macchinette da una parte lasciandole da un’altra. Margheri è convinto che togliendo le macchinette dai bar i giocatori abituali e quelli cronici tutto ad un tratto guariscono? Certamente no, e non sono io a dirlo ma i dati statistici. Chi gioca alle macchinette nella certezza che prima o poi „sbanca“ è un „povero illuso“. Ed anche qui, non sono io a dirlo ma anche in questo caso sono i numeri, in particolare quelli delle probabilità che si hanno di vincere, cioè praticamente nulle, un pò come il superenalotto. Detto questo, e premettendo che sono stato tra i firmatari della petizione a favore della risoluzione della piaga che affligge i tanti, tantissimi slot-machine-dipendenti, credo che non ci possa essere altra soluzione se non quella della prevenzione, del controllo sulla regolarità delle giocate e sulle persone che frequentano le sale che devono essere e rimanere rigorosamente vietate ai minorenni. Molto si può fare a livello familiare perché anche qui o meglio, soprattutto qui, ci sono ampi spazi nei quali si può lavorare sull’educazione dei propri famigliari. L’aiuto dei servizi sociali deve essere soprattutto quello di tipo psicologico perchè senon si guarisce sotto quel profilo, sarà molto difficile staccarsi salle macchinette. Si può e si deve lavorare anche sui contributi economici a chi è gioco-dipendente, controllando i flussi di denaro e come questo viene speso, trasformando nei casi più complicati il denaro in beni di consumo e sevizi direttamente al momento dell’elargizione del contributo stesso. Insomma con l’eliminazione delle macchinette dai bar si ottiene solo di spostare le persone nelle sale gioco che a Bolzano e dintorni non mancano certamente. Risparmiamo quindi sui ricorsi che sono destinati ad essere persi e utilizziamo quei denari per l’educazione e per la prevenzione. Obblighiamo i gestori a fare dei corsi per individuare i casi clinici di dipendenza e per essere in grado di affrontare i casi delicati con le giuste tecniche di approccio al problema. Insomma il detto „prevenire è meglio che curare“ deve sempre essere tenuto nella giusta considerazione.