SALTO: Presidente Kompatscher, sono ormai passati quasi quattro mesi dall’insediamento della sua Giunta che ha segnato un forte cambiamento di rotta, dal momento che il suo partito si è alleato con forze politiche che fino a quattro-cinque mesi prima sparavano regolarmente contro di lei e la precedente maggioranza con la Lega. Si può già tracciare un primo un bilancio?
Arno Kompatscher: Beh, sappiamo come è nata la coalizione, sappiamo anche che non è stata una scelta facile, ma la valutazione che è stata fatta sui pro e sui contro è stata molto precisa e alla fine si può dire che sia stata sicuramente determinata dalla Realpolitik. Per questo abbiamo impostato i lavori per il programma di governo all’insegna della concretezza, perché dal punto di vista ideologico non è che siamo tanto vicini. In questi mesi ci siamo dunque concentrati sul programma di governo. La mia uscita sulle nuove case „solo convenzionate“ - per fare un esempio - ha creato tanto clamore ma anche questo è un indirizzo previsto dall’accordo di coalizione. Non è che per collaborare in maggioranza ci si debba incontrare tutte le settimane per fare dibattiti politici e ideologici. È evidente che non siamo d’accordo su determinati temi. Proprio per questo abbiamo chiarito nell'accordo di governo quali sono i valori imprescindibili alla base della nostra collaborazione: democrazia, libertà e uguaglianza, una società aperta, liberale, senza discriminazioni ed europeista. Io vedo il mio ruolo come quello di colui che monitora l’attuazione del programma. Vedo comunque tutti gli assessori molto motivati. Nei primi mesi bisognava svolgere una serie di attività propedeutiche ai lavori, come nominare i componenti delle varie commissioni, nominare i collaboratori, definire la struttura delle ripartizioni e degli uffici, perché siamo passati a una giunta a 11, e i lavori procedono con regolarità.
Ecco, a proposito di nomine, contestualmente a quella della Commissione pari opportunità c'è stato un forte momento di tensione, con un inconsueto comunicato stampa del vicepresidente Galateo che lamentava di essere stato escluso. E poi c‚è stato l’altro momento di frizione, il 25 aprile, per la rumorosa assenza della destra alle celebrazioni. C‘è stato un chiarimento o si è fatto finta di nulla, in nome della Realpolitik?
Mi era stata chiesta una reazione al comunicato del vicepresidente Galateo, ho detto che non avrei commentato pubblicamente, ma ci siamo chiariti in un secondo momento. Con tutti i partiti, in sede di stesura del programma di coalizione, abbiamo condiviso un accordo nel quale non è previsto un arretramento sulla questione dei diritti. Quindi non solo proseguiremo sulla linea della non discriminazione, ma anche sulla linea della promozione della non discriminazione attiva e della tutela delle minoranze e delle diversità. Per quanto riguarda la Commissione pari opportunità, alcuni partiti non hanno semplicemente presentato delle proposte e in Giunta abbiamo fatto le nomine in base ai nominativi arrivati. Su un piano generale credo che sia positivo avere la presenza di varie e differenti posizioni nelle commissioni consultive, affinché ci sia un confronto democratico. Perché a volte, diciamolo, c‚è anche stata un po‘ di egemonia di una certa corrente di pensiero che però non ammette altre posizioni. Negare il diritto di parola non è democrazia. Ribadisco comunque che la linea della Giunta, sancita dal programma, è quella di tutelare i diritti civili, le minoranze e le diversità.
E sull’assenza della destra dalle celebrazioni del 25 aprile vi siete chiariti?
Alle celebrazioni si è visto qualche rappresentante di secondo o terzo livello della destra. Io mi sono permesso di fare un’osservazione: ma la presidente Meloni all’Altare della patria c‚è stata, no? E perciò mi sembra strano che voi non potevate esserci qui a Bolzano.
Non siamo d’accordo su tutto ed è positivo avere differenti posizioni. Ammettiamolo, c‘è stata anche un’egemonia di una certa corrente di pensiero che non ammetteva altre posizioni. Ma negare il diritto di parola non è democrazia.
Außer recht lauten Solo…
Außer recht lauten Solo-Stimmen, ist vom Gesangs-Chor der 11 Landesräte bisher noch recht wenig Vernünftiges zu hören + aber auch kaum zu erwarten.
Der Schutz der zivilen Rechte + die Entschädigungs-lose Enteignung der Kleinkraftwerke ...? Wie passt das zusammen?
Seit 75 Jahren sieht die SVP nur zu, wie nicht-Gemeinde-Bürger die „Wohnungpreise / Wert-beständigen Geldanlagen“ nach oben treiben + inzwischen auch mit dem „NEO-LIBERALEN UMSCHAUFELN nach ganz Oben,“ für die Einheimischen unbezahlbar machen!
Beim Kerker hätte man sicher irgendwo ein Paar € einsparen können, um Farben zu kaufen. Das Anstreichen hätten die „Beschäftigungs-losen“ Insassen sicher gerne erledigt.
Tante chiacchiere senza…
Tante chiacchiere senza esito,come sempre ,niente di concreto!
Tanta chiaciera e pochi…
Tanta chiaciera e pochi fatti. Le solite Parole di Kompatscher .
Personalmente ho l…
Personalmente ho l’impressione che la SVP ha fatto un passo falso e ora ha perso lo scetro del potere, sono diventati vassalli della destra e ne pagheranno le conseguenze. Purtroppo tutti saremo coinvolti in questo preoccupante nuovo „sviluppo“ altoatesino. Basta vedere i militari sulle strade per capirlo.
Mit Steueranreizen und…
Mit Steueranreizen und Förderungen, aber auch mit der Einschränkung von steuerlichen Vorteilen auf den Wohnungsmarkt Einfluss nehmen ist das, was der neuen Regierung vorschwebt. Es bedeutet aber, dass nur indirekte Effekte erzielt werden, deren Wirkungsgrad und deren zeitlicher Horizont unbestimmt bleiben. Notwendig ist ein neues Programm für den sozialen Wohnbau, das vom WOBI mit klaren Terminen umgesetzt wird. Wenn die Gemeinden oder andere Bauträger dank entsprechender Anreize und Rahmensetzungen (Preisdeckel und Konkurrenz bei der Qualität nach Wiener Vorbild) auch diesbezüglich aktiv werden können, umso besser. Es braucht einfach eine große Schubwirkung für die Schaffung erschwinglicher Wohnungen und die Belebung des Wohnungsmarktes.
Tolle Fotos!! Die sagen mehr…
Tolle Fotos!!
Die sagen mehr als tausend Worte! UND Worte hat er genug gesprochen.
Handeln ... Fehlanzeige.
Z.B. sustainability ... days ..
Zur Bilanz gehört auch…
Zur Bilanz gehört auch
Kompatschers Medienförderung. Eine Selbstoffenbarung seines Verständnisses.
Leider kennt/erwartet man es von ihm nach über zehn Jahren mit Kritik umzugehen auch nicht anders.
Der SVP bedient man sich als Abnick- und Jubelverein (Kompatscher: „… und dann marschieren wir“, STZ 30.10.22).
Nun werden wohl nicht nur (kritische) Kommentatoren und Kommentatororinnen mit Sachargumenten auf der eigenen Facebook-Seite des LHs verbannt, sondern auch jene der lokalen Medien. Linientreue Medien fördert/korrumpiert man mit öffentlichen Landesgeldern, bedient sich der Ressourcen des Kommunikationsbeirates zur Überwachung und Sanktionierung.
Wieso eigentlich? Es gibt doch Mediengesetze, Verhaltensstandards für den Journalismus, eine Denotologie.
In einer lebendigen Demokratie gilt es, auch angesichts der inneren und äußeren Feinde, vielmehr kritische Begleitung, Meinungsvielfalt und Debattenkultur zu fordern/fördern.
Und ein Lächeln schont bekanntlich niemand. Auch keine dünnhäutige Selbstherrlichkeit.
Möchte AK nicht guten Willen…
Möchte AK nicht guten Willen absprechen, der lässt eher bei der Landesleitung zu wünschen übrig. Riecht eher nach Lobbyverein für die Wirtschaft. Aus diesem Grund bräuchte Südtirol eine sozialdemokratische Partei.