Ormai quasi un anno fa, il 4 luglio 2024, è stato approvato l’articolo 1 bis della legge Omnibus che istituisce la figura del garante dei detenuti in Alto Adige grazie ad un’integrazione della legge sul difensore civico. Eppure, ad oggi non è stato nominato nessuno a ricoprire questa importante carica. Per dare un’idea del ritardo dell’Alto Adige sull’istituzione del garante, basti pensare che la vicina Trento lo ha istituito e reso operativo con legge provinciale già nel 2017. In Alto Adige si è riusciti ad introdurlo ben 7 anni dopo il Trentino e per giunta senza nominare una persona che ricopra effettivamente il ruolo.
Ma cosa è il garante dei detenuti? Si tratta di un’autorità indipendente istituita a livello nazionale nel 2016 per tutelare e vigilare sui diritti delle persone private della libertà. “La figura del garante è ancora poco conosciuta. In realtà è un ruolo di mediazione tra il mondo carcerario – che è spesso invisibile – e il mondo esterno”, spiega Elena Dondio, la referente del sindaco con funzioni di garante del carcere di Bolzano. Agendo come un ponte tra i detenuti e le istituzioni, il garante offre loro una voce per segnalare difficoltà e problematiche legate alle strutture di detenzione, potendo visitare la struttura senza autorizzazione. "Durante i miei due anni di esperienza, la funzione principale è stata proprio questa: ricevere segnalazioni da parte dei detenuti – ad esempio su prezzi, condizioni igieniche, convivenza – e cercare di portarle all’attenzione della direzione", racconta Dondio, nominata dal sindaco Renzo Caramaschi e da lui stesso rimossa nel 2023.
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