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Caro Maximilian, i dati sono quelli forniti dalla Questura di Bolzano e parlano di „persone che hanno già avuto a che fare con le forze dell’ordine per un qualche genere di irregolarità“. Non ne so di più. ma perchè, anzichè girarci intorno, non parliamo con franchezza di un problema che c'è e non è un problema di razza: singole persone che vivono ai margini della società sono più portati (o giustificati?) a violare le norme delle leggi che democraticamente ci siamo dati. Perchè non valutare tutti assieme cosa si può fare per garantire a tutti una buona convivenza, anzichè attardarci a discutere se il problema c‚è o non c‘è. E se c'è, di chi è la colpa.
Alberto, peccato tu scriva sempre così poco (cose corte, dico). Ti sarebbe bastata una frase in più per completare l’opera: dire che la provenienza è un fattore che DETERMINA la tendenza al crimine. Come sociologo non hai un grande futuro, lasciatelo dire. Però magari ti vogliono come opinionista al „Giorno dell’Alto Adige“, l’organo di informazione preferito da Casa Pound.
Caro Gabriele e se ci confrontassimo sulla realtà dei problemi, anzichè dare un giudizio su chi scrive e assegnare lor opinioni mai espresse e asserite collocazioni politiche? Le tue offese non costruiscono dialogo.
Costruiamo pure un dialogo, Alberto. Ma almeno posizioniamo meglio gli elementi per farlo. Dal tuo resoconto, per esempio, non si capisce affatto in quali circostanze e in quali ambianti e a quale scopo siano stati fatti i suddetti „controlli“. Tutti elementi assai utili per valutare l’incidenza „straniera“ sul numero e la tipologia di reati (anche questi taciuti) di cui si dovrebbe parlare.
Per precisare meglio i dati che ho citato e che avevo ripreso dalla stampa locale, sono risalito alla fonte, Ufficio stampa della Questura di Bolzano. Essa afferma che per „precedenti“ accertati (87 a Bolzano e 47 a Merano) si intendono precedenti di Polizia e/o giudiziari per fatti penalmente rilevanti. Nel conteggio non sono comprese tematiche relative ai permessi di soggiorno.
Caro Max, la repressione dei reati fa parte dei compiti di ogni Stato democratico. L’integrazione sociale e culturale pure. Sono d’accordo sono quello che scrivi circa il rafforzamento delle politiche di integrazione: nel suo piccolo, l’attività delle cooperative sociale di tipo b), da un suo contributo all’inserimento lavorativo, professionale e reddituale di persone emarginate o(auto)emarginate. Ci sarebbero altre misure a costo zero per favorire l’inserimento delle persone immigrate nella società locale, ma non se ne parla mai. Si tratta del diritto di accesso all’impiego pubblico, togliendo dai requisiti ai concorsi il requisito della „cittadinanza italiana“. E che dire della libertà religiosa, mortificata dalla assenza di luoghi di culto dignitosi per le diverse religioni e dalla recente sottoscrizione della nuova convenzione per l’insegnamento della religione nelle scuole altoatesine? Una religione.
Ja, diametrale Fundamental
Ja, diametrale Fundamental-Oppositionen zu einem Thema schaden der Demokratie. Ohne Mitte keine Zukunft!
Caro Maximilian, i dati sono
Caro Maximilian, i dati sono quelli forniti dalla Questura di Bolzano e parlano di „persone che hanno già avuto a che fare con le forze dell’ordine per un qualche genere di irregolarità“. Non ne so di più. ma perchè, anzichè girarci intorno, non parliamo con franchezza di un problema che c'è e non è un problema di razza: singole persone che vivono ai margini della società sono più portati (o giustificati?) a violare le norme delle leggi che democraticamente ci siamo dati. Perchè non valutare tutti assieme cosa si può fare per garantire a tutti una buona convivenza, anzichè attardarci a discutere se il problema c‚è o non c‘è. E se c'è, di chi è la colpa.
Alberto, peccato tu scriva
Alberto, peccato tu scriva sempre così poco (cose corte, dico). Ti sarebbe bastata una frase in più per completare l’opera: dire che la provenienza è un fattore che DETERMINA la tendenza al crimine. Come sociologo non hai un grande futuro, lasciatelo dire. Però magari ti vogliono come opinionista al „Giorno dell’Alto Adige“, l’organo di informazione preferito da Casa Pound.
Caro Gabriele e se ci
Caro Gabriele e se ci confrontassimo sulla realtà dei problemi, anzichè dare un giudizio su chi scrive e assegnare lor opinioni mai espresse e asserite collocazioni politiche? Le tue offese non costruiscono dialogo.
In risposta a Caro Gabriele e se ci di Alberto Stenico
Costruiamo pure un dialogo,
Costruiamo pure un dialogo, Alberto. Ma almeno posizioniamo meglio gli elementi per farlo. Dal tuo resoconto, per esempio, non si capisce affatto in quali circostanze e in quali ambianti e a quale scopo siano stati fatti i suddetti „controlli“. Tutti elementi assai utili per valutare l’incidenza „straniera“ sul numero e la tipologia di reati (anche questi taciuti) di cui si dovrebbe parlare.
Per precisare meglio i dati
Per precisare meglio i dati che ho citato e che avevo ripreso dalla stampa locale, sono risalito alla fonte, Ufficio stampa della Questura di Bolzano. Essa afferma che per „precedenti“ accertati (87 a Bolzano e 47 a Merano) si intendono precedenti di Polizia e/o giudiziari per fatti penalmente rilevanti. Nel conteggio non sono comprese tematiche relative ai permessi di soggiorno.
Caro Max, la repressione dei
Caro Max, la repressione dei reati fa parte dei compiti di ogni Stato democratico. L’integrazione sociale e culturale pure. Sono d’accordo sono quello che scrivi circa il rafforzamento delle politiche di integrazione: nel suo piccolo, l’attività delle cooperative sociale di tipo b), da un suo contributo all’inserimento lavorativo, professionale e reddituale di persone emarginate o(auto)emarginate. Ci sarebbero altre misure a costo zero per favorire l’inserimento delle persone immigrate nella società locale, ma non se ne parla mai. Si tratta del diritto di accesso all’impiego pubblico, togliendo dai requisiti ai concorsi il requisito della „cittadinanza italiana“. E che dire della libertà religiosa, mortificata dalla assenza di luoghi di culto dignitosi per le diverse religioni e dalla recente sottoscrizione della nuova convenzione per l’insegnamento della religione nelle scuole altoatesine? Una religione.