Bolzano ignora (o quasi) il centenario della morte di Cesare Battisti. Forse perchè è il testimone di un vecchio Tirolo devastato dai nazionalismi che si vorrebbe celare.
Qui mostriamo i contenuti della nostra community che completano l'articolo.
Acconsenti per leggere i commenti o per commentare tu stesso. Puoi revocare il tuo consenso in qualsiasi momento.
In particolare l’iniziativa dello Stabile ha avuto un notevole successo di pubblico e di critica: ma penso che l’articolista, quando parla di silenzio, si riferisca al fatto che sia la politica che non ne parla. Infatti non ne parla: ma non è detto che sia un male, anzi.
Ho visitato qualche giorno fa, privatamente e da solo, per meglio approfondirla, l’eccellente mostra allestita al Castello del Buonconsiglio a Trento; che, oltre a raccontare la vita di Cesare Battisti, la inserisce nel suo quotidiano di allora, evidenziandone aspetti, problemi, visioni e limiti.
Giusto che sia lì, e non altrove: speriamo che in molti vadano a visitarla, perché merita.
Che i politici non parlino di Cesare Battisti invece è una buona cosa, e spiego perché.
Chi non è uno studioso della materia storica, e fonda le sue conoscenze sugli apprendimenti scolastici magari di qualche decennio fa, non è in grado di ragionare di un argomento così conplesso senza cadere nei luoghi comuni. E, facendolo, non fa che dare spazio a polemiche effimere e di basso profilo, che sono le più facili da veicolare sui media, e che finiscono per rafforzare, nel popolo, i luoghi comuni suddetti. Meglio, molto meglio, prendersi il tempo e fare un salto a Trento: dove si coglie bene come il percorso che, con mille difficoltà, sta seguendo la nostra autonomia nasce proprio dalle idee e dalle iniziative del Battisti, che perseguiva un’analoga autonomia per il Trentino, con i dovuti distinguo, e che chissà con quale bonario sorriso, da lassù, ha seguito e segue quello che sta succedendo adesso nel suo Tirolo italiano. Dove, potendo, all’affermazione del nazionalismo, quale che fosse, avrebbe certamente anteposto l’affermazione di un socialismo universale (come poi sia andata a finire, col socialismo reale, lui allora non poteva certo immaginarlo).
In particolare l'iniziativa
In particolare l’iniziativa dello Stabile ha avuto un notevole successo di pubblico e di critica: ma penso che l’articolista, quando parla di silenzio, si riferisca al fatto che sia la politica che non ne parla. Infatti non ne parla: ma non è detto che sia un male, anzi.
Ho visitato qualche giorno fa, privatamente e da solo, per meglio approfondirla, l’eccellente mostra allestita al Castello del Buonconsiglio a Trento; che, oltre a raccontare la vita di Cesare Battisti, la inserisce nel suo quotidiano di allora, evidenziandone aspetti, problemi, visioni e limiti.
Giusto che sia lì, e non altrove: speriamo che in molti vadano a visitarla, perché merita.
Che i politici non parlino di Cesare Battisti invece è una buona cosa, e spiego perché.
Chi non è uno studioso della materia storica, e fonda le sue conoscenze sugli apprendimenti scolastici magari di qualche decennio fa, non è in grado di ragionare di un argomento così conplesso senza cadere nei luoghi comuni. E, facendolo, non fa che dare spazio a polemiche effimere e di basso profilo, che sono le più facili da veicolare sui media, e che finiscono per rafforzare, nel popolo, i luoghi comuni suddetti. Meglio, molto meglio, prendersi il tempo e fare un salto a Trento: dove si coglie bene come il percorso che, con mille difficoltà, sta seguendo la nostra autonomia nasce proprio dalle idee e dalle iniziative del Battisti, che perseguiva un’analoga autonomia per il Trentino, con i dovuti distinguo, e che chissà con quale bonario sorriso, da lassù, ha seguito e segue quello che sta succedendo adesso nel suo Tirolo italiano. Dove, potendo, all’affermazione del nazionalismo, quale che fosse, avrebbe certamente anteposto l’affermazione di un socialismo universale (come poi sia andata a finire, col socialismo reale, lui allora non poteva certo immaginarlo).
Complimenti per l'articolo,
Complimenti per l’articolo, molto interessante e condivido l’opinione del Dott. Spagnolli, la mostra di Trento è eccellente.