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Tutti insieme appassionatamente. I nazionalismi regionali in salsa militare potrebbero essere risolti in questo modo, secondo il deputato Ottobre del PATT.

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Enrico Lillo Dom, 02/15/2015 - 17:30

A dire il vero, gli Alpini hanno sempre dimostrato la loro disponibilità e apertura verso iniziative di questo tipo. Già da anni si ricordano tutti insime i caduti della „Grande Guerra“ nelle vicinanze di Insbruck, in un contesto che ad oggi è inimmaginabile possa accadere anche in Alto Adige e certamente non per colpa degli Alpini! Quella di Ottobre, rimane comunque una dichiarazione di buon senso e in gran parte condivisibile. Rimango scettico rispetto alle azioni reali considerate le tantissime responsabilità che la SVP ha e ha avuto nel passato quando si è trattato di assumere decisioni importanti (vedi l’adunata di Bolzano spostata per la concomitanza del centenario di A. Hofer). Inoltre ci sono ancora molti importanati esponenti dell’SVP che non hanno alcuna intenzione di arrivare a commemorare insieme importanti date legate alla nostra comune storia. Aspettiamo di vedere cosa accadrà nei prossimi giorni quando diventerà ufficiale la sfilata del 2018 a Trento. Vedremo quali saranno le controreazioni della SVP nei confronti delle voci critiche dei vari estremisti sudtirolesi e trentini che si oppongono alla sfilata. La verità sarà quella che si vedrà in quei giorni e quindi avremo modo di riprendere l’argomento.

Dom, 02/15/2015 - 17:30 Collegamento permanente
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Hartmuth Staffler Dom, 02/15/2015 - 22:30

Gli Alpini, nella loro storia, hanno combattuto esclusivamente guerre d’aggresione. Particolarmente grave l’aggressione del 1915 contro il Tirolo, che ci è costata decine di migliaia di morti. Mi sembra naturale che in Trentino un raduno degli Alpini esattamente 100 anni dopo quella che per agli Alpini è una vittoria, per la gente del posto una sconfitta, viene visto come una brutale provocazione. Secondo indagini demoscopiche la maggioranza dei Trentini è assolutamente contro questo raduno. Farlo contro la volontà della gente rappresenta una offesa.

Dom, 02/15/2015 - 22:30 Collegamento permanente
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Enrico Lillo Dom, 02/15/2015 - 23:25

In risposta a di Hartmuth Staffler

Gli Alpini hanno combattuto le guerre che sono stati costretti a combattere, non se le sono scelte! Come tutti i soldati compresi quelli Autriaci del tempo, hanno obbedito a degli ordini così com'è in dovere di fare qualsiasi Soldato! In ogni caso, gli Alpini, diversamente dagli Schutzen subito dopo la guerra hanno costruito una immensa rete di solidarietà riconosciuta in tutto il mondo! Sono intervenuti e continuano ad intervenire in qualsiasi parte del globo portando aiuti, solidarietà, e soprattutto tanta genuina umanità, valore quest’ultimo che molti di coloro che si sentono offesi dalla Sfilata di Trento, non sanno neppure dove sia di casa! Chi tira fuori queste baggianate della provocazione, lo fa solo per becera demagogia legata alle imminenti elezioni comunali che come sempre offrono diversi spunti a chi non ha latri argomenti per recuperare qualche preferenza.

Dom, 02/15/2015 - 23:25 Collegamento permanente
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studio_degrand… Lun, 02/16/2015 - 10:28

Le sfilate degli alpini nel Tirolo meridionale costituiscono l’ennesima violenza tesa a far ricordare alle popolazioni locali che, in spregio alla loro volontà, esse sono costrette a subire l’ordinamento giuridico e politico della Repubblica italiana. Altro che raduno di amici: come già riportato in questo sito (Mattia Frizzera, 10.2.2015), l’adunata è l’occasione per ricordare il momento di passaggio del Tirolo meridionale prima al Regno d’Italia, alla Repubblica italiana poi. Tale evento costituisce ancor oggi un lutto per gran parte della popolazione locale, nei cui confronti l’adunata degli Alpini rappresenta un osceno gesto di disprezzo. Si tenga conto che questi alfieri del patriottismo tricolore sfilano con striscioni e slogan che sono un insulto per coloro che da generazioni sono nati e vissuti in Tirolo, per tacere poi della presenza nei loro cortei di elementi della forze armate italiane che esibiscono bandiere di guerra e labari che offendono, prima che i tirolesi, i cittadini italiani non guerrafondai, poiché ricordano campagne di guerra di pura aggressione criminale: in Russia, in Grecia, in Albania ed in Etiopia utilizzando qui gas venefici contro la popolazione locale. Eventi sui quali meglio sarebbe stendere un pietoso velo di silenzio, consegnando il tutto esclusivamente agli studi storici.
Con ciò, nessun divieto e nessuna proibizione: gli Alpini vadano pure a Vittorio Veneto, a Caporetto, dove accidente vogliono. Lascino però in pace il Tirolo. In pace, quella vera, che è figlia della giustizia e non di quelle guerre e di quelle pseudo-conquiste che gli Alpini continuano a voler celebrare in casa d’altri. E ricordino bene gli Alpini che in guerra non hanno conquistato nemmeno una zolla di terra tirolese e che a Trento sono entrati solamente a guerra finita e dopo gli Inglesi.

Lun, 02/16/2015 - 10:28 Collegamento permanente
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Enrico Lillo Lun, 02/16/2015 - 11:39

In risposta a di studio_degrand…

Dalla sua risposta Sig. De Grandi emerge chiaramente il rancore e l’odio personale che è insito in molte (purtroppo) persone che ancora insistono nel seminare zizania e discordia. Convintamente certo che a nulla servirebbe un ripasso sulla storia degli Alpini dalla nascita ad oggi, per far si che almeno si potesse provare a instaurare un ragionamento serio, basato su documentazione certificata invece che basato su rancori e pregiudizi, tra le altre cose rivolti verso persone che nulla hanno comunque a che fare (visto l’età anagrafica di chi va alle sfilate) con le fantasie storiche che lei ha scritto nel suo post, convintamente certo di tutto ciò come ho scritto, la lascio al suo rancore e al suo astio sentimenti con i quali sembra convivere molto bene! Buona fortuna.

Lun, 02/16/2015 - 11:39 Collegamento permanente
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Hartmuth Staffler Lun, 02/16/2015 - 12:06

Perché non fare questa adunata invece che a Trento, dove gran parte della popolazione non vuole vedere gli Alpini, a Tripoli in Libia, già teatro della grande adunata del 1935. Gli Alpini, questi portatori di „aiuti, solidarietà, e soprattutto tanta genuina umanità“ sarebbero sicuramente bene accolti. Forse potrebbero sfilare insieme all’IS, ponendo così fine alla discordia che, in assenza degli Alpini, sta dilagando in Libia.

Lun, 02/16/2015 - 12:06 Collegamento permanente

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