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La situazione non è semplice e non è certo stata la popolazione ad ingarbugliarla.
I brissinesi vogliono poter scegliere, come è sempre stato loro promesso e non vogliono farsi ingannare. I fronti dovrebbero essere relativamente chiari, in quanto le preferenze dei cittadini si dividono fra chi è per una funivia dalla stazione ferroviaria (quindi con sorvolo della città, a mio modesto avviso la netta minoranza), chi è per una cabinovia con partenza da Millan (quindi senza sorvolo della conca cittadina) e chi preferirebbe un decente servizio d’autobus che copra quei miseri 7 chilometri di strada.
Fin qui tutto chiaro ed i benpensanti diranno:„Basta andare a referendum con queste 3 opzioni, quella con il maggior numero di preferenze ha vinto!“. Sarebbe semplice, ma a Bressanone è tutta un’altra storia, il Comune non vuole assolutamente che ci sia l’opzione di Millan, evidentemente ha il timore che tale sito di partenza risulti il più gettonato e questo non è assolutamente nei suoi piani.
Si aggiunge poi la problematica del regolamento referendario che, di nuovo qui a Bressanone, ha una storia tutta propria; infatti non esiste un quorum di partecipazione da raggiungere per ottenerne la validità, come di solito si usa fare, bensì ottiene il consenso (quindi vince) il quesito che ha raggiunto almeno il 25% degli aventi diritto al voto –e non è poco-. Tradotto in termini pratici, ciò significa che più quesiti ci sono, più cala la probabilità che uno di essi possa „vincere“! Se poi aggiungiamo che, a quanto sembra, il regolamento prevede di aggiungerne sempre un ulteriore - vuoi che la situazione rimanga com'è ora –, le probabilità calano ulteriormente! Ed ancora, se nessun quesito raggiunge questa soglia del 25% (cosa alquanto probabile), l’amministrazione ha le mani libere e può procedere come vuole. Come dire: la popolazione attraverso un referendum non ha scelto la funivia dalla stazione ferroviaria? Bene, la facciamo ugualmente! Sbalorditivo, a dir poco disarmante!
Viene da pensare che tali regole siano state studiate appositamente per non far decidere alla popolazione, per intralciare quindi la democrazia diretta! O, forse, è solo un’impressione…?
Ora il Comune ci impone la scelta fra la funivia dalla stazione ferroviaria, un servizio di autobus o lo status quo; l’opzione della funivia da Millan non c'è! Ma a questo ci hanno pensato i comitati Aurora e proALTvor che, con una propria richiesta di referendum, pretendono si possa scegliere anche per una funivia che parta dalla sinistra orografica della valle, quindi e volendo, da Millan.
I comitati Aurora e proALTvor confidano nel pieno appoggio della popolazione ed in un ripensamento dell’amministrazione comunale!
Paolo Cattoi - proALTvor
La situazione non è semplice
La situazione non è semplice e non è certo stata la popolazione ad ingarbugliarla.
I brissinesi vogliono poter scegliere, come è sempre stato loro promesso e non vogliono farsi ingannare. I fronti dovrebbero essere relativamente chiari, in quanto le preferenze dei cittadini si dividono fra chi è per una funivia dalla stazione ferroviaria (quindi con sorvolo della città, a mio modesto avviso la netta minoranza), chi è per una cabinovia con partenza da Millan (quindi senza sorvolo della conca cittadina) e chi preferirebbe un decente servizio d’autobus che copra quei miseri 7 chilometri di strada.
Fin qui tutto chiaro ed i benpensanti diranno:„Basta andare a referendum con queste 3 opzioni, quella con il maggior numero di preferenze ha vinto!“. Sarebbe semplice, ma a Bressanone è tutta un’altra storia, il Comune non vuole assolutamente che ci sia l’opzione di Millan, evidentemente ha il timore che tale sito di partenza risulti il più gettonato e questo non è assolutamente nei suoi piani.
Si aggiunge poi la problematica del regolamento referendario che, di nuovo qui a Bressanone, ha una storia tutta propria; infatti non esiste un quorum di partecipazione da raggiungere per ottenerne la validità, come di solito si usa fare, bensì ottiene il consenso (quindi vince) il quesito che ha raggiunto almeno il 25% degli aventi diritto al voto –e non è poco-. Tradotto in termini pratici, ciò significa che più quesiti ci sono, più cala la probabilità che uno di essi possa „vincere“! Se poi aggiungiamo che, a quanto sembra, il regolamento prevede di aggiungerne sempre un ulteriore - vuoi che la situazione rimanga com'è ora –, le probabilità calano ulteriormente! Ed ancora, se nessun quesito raggiunge questa soglia del 25% (cosa alquanto probabile), l’amministrazione ha le mani libere e può procedere come vuole. Come dire: la popolazione attraverso un referendum non ha scelto la funivia dalla stazione ferroviaria? Bene, la facciamo ugualmente! Sbalorditivo, a dir poco disarmante!
Viene da pensare che tali regole siano state studiate appositamente per non far decidere alla popolazione, per intralciare quindi la democrazia diretta! O, forse, è solo un’impressione…?
Ora il Comune ci impone la scelta fra la funivia dalla stazione ferroviaria, un servizio di autobus o lo status quo; l’opzione della funivia da Millan non c'è! Ma a questo ci hanno pensato i comitati Aurora e proALTvor che, con una propria richiesta di referendum, pretendono si possa scegliere anche per una funivia che parta dalla sinistra orografica della valle, quindi e volendo, da Millan.
I comitati Aurora e proALTvor confidano nel pieno appoggio della popolazione ed in un ripensamento dell’amministrazione comunale!
Paolo Cattoi - proALTvor