Silenzio su Piazza Erbe, boschi trasformati in vigneti, mobilità insostenibile: i Verdi al governo di Bolzano, anche quando dissentono, non si fanno sentire. Qual è la strategia?
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Ci si sofferma sulla politica comunale, ma volendo allargare si scorgono tante altre incongruenze. Dal loro sostegno proprio a Spagnolli dei mega progetti Benko ai centri commerciali, che hanno anche mandato in parlamento, alla preferenza nell’abbraccio del PD pro-inceneritori, senz’altro più rassicurante del M5S nell’inclinazione governista e saldamente legato ai poteri finanziari ed economici, quindi al paradigma del consumo lineare e della crescita perpetua. Ma ancor più grave i loro colleghi tedeschi, che sono diventati i falchi all’interno una coalizione che si può definire addirittura guerrafondaia. Mi auguravo che quella colomba nel loro simbolo si svegliasse per tornare a volare, ma evidentemente questo sentiment della loro base non esiste più o forse è semplicemente ignorato dal loro gruppo dirigente.
Oh era ora, grazie Valentino. Da un po' parlando con alcuni verdi mi ero lamentato della loro inerzia - inesistenza. Certo i tempi della vulcanica Marialaura Lorenzini sono da mo finiti. Non pretendo che Chiara Rabini urli, sbraiti e avanti a spada tratta e colomba in mano. Ma una voce, una vocina non si sente mai e sono in 5 mica uno. Certo Rudi Benedikter ci prova a farsi sentire, ma gli altri tre in cosiglio che fanno? che dicono? Mai una dichiarazione, possibile? Eppure da come li conosco sanno parlare e scrivere bene. Tutto lo spazio è lasciato allegrmente a Stefano Fattor che sta facendo il bello e il brutto, soprattutto il secondo. C'é una sindrome schizzofrenica interna al partito dei Verdi sudtirolesi; i consiglieri provinciali propongono , dicono, fanno mentre quelli comunali paiono sempre daccordo. E sono in 5!
Ci si sofferma sulla politica
Ci si sofferma sulla politica comunale, ma volendo allargare si scorgono tante altre incongruenze. Dal loro sostegno proprio a Spagnolli dei mega progetti Benko ai centri commerciali, che hanno anche mandato in parlamento, alla preferenza nell’abbraccio del PD pro-inceneritori, senz’altro più rassicurante del M5S nell’inclinazione governista e saldamente legato ai poteri finanziari ed economici, quindi al paradigma del consumo lineare e della crescita perpetua. Ma ancor più grave i loro colleghi tedeschi, che sono diventati i falchi all’interno una coalizione che si può definire addirittura guerrafondaia. Mi auguravo che quella colomba nel loro simbolo si svegliasse per tornare a volare, ma evidentemente questo sentiment della loro base non esiste più o forse è semplicemente ignorato dal loro gruppo dirigente.
Oh era ora, grazie Valentino.
Oh era ora, grazie Valentino. Da un po' parlando con alcuni verdi mi ero lamentato della loro inerzia - inesistenza. Certo i tempi della vulcanica Marialaura Lorenzini sono da mo finiti. Non pretendo che Chiara Rabini urli, sbraiti e avanti a spada tratta e colomba in mano. Ma una voce, una vocina non si sente mai e sono in 5 mica uno. Certo Rudi Benedikter ci prova a farsi sentire, ma gli altri tre in cosiglio che fanno? che dicono? Mai una dichiarazione, possibile? Eppure da come li conosco sanno parlare e scrivere bene. Tutto lo spazio è lasciato allegrmente a Stefano Fattor che sta facendo il bello e il brutto, soprattutto il secondo. C'é una sindrome schizzofrenica interna al partito dei Verdi sudtirolesi; i consiglieri provinciali propongono , dicono, fanno mentre quelli comunali paiono sempre daccordo. E sono in 5!