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Bravo, invece delle presunte medicine „scadute“ del boom economico postbellico usiamo le medicine scadutissime del fine 1800 inizio 1900. Basta regolarizzazione, il mercato è dio e il signor Stenico è il re degli economisti volgari del terzo millennio.
Quindi cosa proporrebbe ? Una totale deregulation ? Ma davvero le sembra che senza regole si possa anche gestire ? Oppure mi vuole dire che non è nemmeno necessario gestire ? Glielo chiedo perchè sarebbe una notizia: applicando questa visione a ogni ambito (e perchè mai solo al commercio, suvvia) otterremo finalmente una società pienamente anarchica. Sig. Stenico Lei è un anarchico: chi lo avrebbe mai detto !
Quello che succederebbe ce lo spiega la fisica: un sistema se lasciato libero evolve naturalmente verso la massima entropia (cioè nel più totale caos per dirla in breve).
Il piccolo e medio commercio che basa la sua attività sulla vendita di merce di massa ha le ore contate. Uno può girare e rigirare la frittata quanto vuole, contro le grandi catene e il commercio online non c'è chance.
L’unica soluzione è offire ciò che la grande distribuzione con i suoi prodotti di massa non può offrire: il prodotto su misura! Un ritorno all’artigianato dei sarti, calzolai ecc... che a prezzi accessibili offrono merce di alta qualitàdando un senso di esclusività ai propri clienti. Basta pensare al boom di tatuaggi e tatuatori di questi tempi: alla gente piace incaricare e discutere assieme all’artista per filo e segno ciò che vuole avere ed è disposto a spendere per questo servizio.
Anni fa andai da Peppino (Giuseppe Sfondrini) a presentare l’attività della mia azienda che all’epoca poteva essere considerata „innovativa“. Peppino si perse un po' in chiacchiere; sottolineò l’importanza dell’innovazione e mi raccontò che quando iniziò la produzione delle lampadine su larga scala molte fabbriche di stoppini per candele dovettero chiudere e parecchia gente dovette cercarsi un altro lavoro. L’esempio di fece sorridere. A volte mi torna in mente.. e sorrido ancora.. ma non fa una piega!
Bravo, invece delle presunte
Bravo, invece delle presunte medicine „scadute“ del boom economico postbellico usiamo le medicine scadutissime del fine 1800 inizio 1900. Basta regolarizzazione, il mercato è dio e il signor Stenico è il re degli economisti volgari del terzo millennio.
Quindi cosa proporrebbe ? Una
Quindi cosa proporrebbe ? Una totale deregulation ? Ma davvero le sembra che senza regole si possa anche gestire ? Oppure mi vuole dire che non è nemmeno necessario gestire ? Glielo chiedo perchè sarebbe una notizia: applicando questa visione a ogni ambito (e perchè mai solo al commercio, suvvia) otterremo finalmente una società pienamente anarchica. Sig. Stenico Lei è un anarchico: chi lo avrebbe mai detto !
Quello che succederebbe ce lo spiega la fisica: un sistema se lasciato libero evolve naturalmente verso la massima entropia (cioè nel più totale caos per dirla in breve).
Il piccolo e medio commercio
Il piccolo e medio commercio che basa la sua attività sulla vendita di merce di massa ha le ore contate. Uno può girare e rigirare la frittata quanto vuole, contro le grandi catene e il commercio online non c'è chance.
L’unica soluzione è offire ciò che la grande distribuzione con i suoi prodotti di massa non può offrire: il prodotto su misura! Un ritorno all’artigianato dei sarti, calzolai ecc... che a prezzi accessibili offrono merce di alta qualitàdando un senso di esclusività ai propri clienti. Basta pensare al boom di tatuaggi e tatuatori di questi tempi: alla gente piace incaricare e discutere assieme all’artista per filo e segno ciò che vuole avere ed è disposto a spendere per questo servizio.
In risposta a Il piccolo e medio commercio di Mensch Ärgerdi…
...una visione radical chic
...una visione radical chic del mondo, come se tutto può essere fatto su misura „dall’artista“ come i tatuaggi.
Anni fa andai da Peppino
Anni fa andai da Peppino (Giuseppe Sfondrini) a presentare l’attività della mia azienda che all’epoca poteva essere considerata „innovativa“. Peppino si perse un po' in chiacchiere; sottolineò l’importanza dell’innovazione e mi raccontò che quando iniziò la produzione delle lampadine su larga scala molte fabbriche di stoppini per candele dovettero chiudere e parecchia gente dovette cercarsi un altro lavoro. L’esempio di fece sorridere. A volte mi torna in mente.. e sorrido ancora.. ma non fa una piega!