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Vorrei aggiungere una
Vorrei aggiungere una considerazione al bel pezzo di Maurizio Ferrandi. Se quest’anno il festival dell’economia di Trento si è occupato della „salute disuguale“, l’Alto Adige sta producendo tra i suoi giovani il „bilinguismo disuguale“.
Una piccola élite impara la seconda lingua perché la famiglia ha la sensibilità e la cultura per spingere i figli ad attività in L2 e ha i soldi per i viaggi studio all’estero, tutti gli altri imparano sempre peggio e resteranno tagliati fuori dai posti di lavoro che contano in Alto Adige. Ma la scuola non dovrebbe servire da ascensore sociale e favorire pari opportunità per tutti?
Ottimo pezzo e ottima analisi
Ottimo pezzo e ottima analisi davvero. Pur essendo un „foresto“, ma assiduo frequentatore dell’Alto Adige riconosco bene questa realtà e tutte le volte che la tocco con mano mi lascia molta amarezza. Sarà che amo questa terra, sarà che me la cavo con il tedesco, ma questa separazione fisica e psicologica è davvero difficile da accettare.
E tuttavia, la scuola, nel senso di momento comunitario, può essere l’unica strada per tentare di rimediare....fin da piccoli, fin dall’asilo.