La Chiesa, i piccoli commercianti e i sindacati alleati contro le aperture festive, ma di tutti gli altri "forzati" del lavoro domenicale non si preoccupa nessuno?
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Ich glaube, die Priester und Bischöfe sind die ersten, die das Gebot der Sonntagsruhe verletzen, denn für Sie ist der Sonntag der intensivste Arbeitstag, so wie in anderen Dienstleistungsberufen auch. Am siebten Tag sollst du ruhen! Ein wöchentlicher Ruhetag ist wichtig - warum muss es der Sonntag sein?!
Vero, alla domenica lavorano anche tanti altri. Ma probabilmente nell’ambito del commercio lo „scontro“ si è determinato perchè le aperture diventano „ideologiche“: c'è chi pur sapendo di perderci economicamente (il personale costa moltissimo nei festivi) tiene aperto per discutibili questioni di „visibilità“.
Se un commerciante vuol perdere soldi per„visibilità“ sono affari suoi. Sono contrario a che ad un commerciante venga
imposto di chiudere o tenere aperto, pechè qualcun altro pensa di dover regolare la cosa. Se la domenica non fa affari,
chiuderà. Ma si sa che l' Unione commercianti, e compagnia politica relativa, sono anche in cerca di visibilità. Idem la Curia.
Diciamo che ci sono aspetti di carattere sociale che andrebbero considerati: ad es. in una famiglia che ha persone con riposi setimanali in giornate diverse non si riesce mai a passare del tempo assieme. E' una questione di priorità : pensiamo sia più importante il lavoro, la crescita del PIL ecc. oppure la qualità di vita, la stabilità dei rapporti sociali, la famiglia ecc. ?
Sinceramente, pur non essendo nè cattolico o credente preferirei si tenesse un buon equilibrio fra le due cose, privilegiando la qualità della vita.
Riguardo alla domanda di quale differenza vi sia fra l’aprire un supermarket rispetto ad un’osteria la risposta è semplice: il secondo caso è un’eccezione rappresentata da particolari attività che proprio nel fine settimana vedono la loro clientela naturale, estendere la cosa al primo caso sarebbe trasformare l’eccezione (sensata, necessaria) in regola (non necessaria ma solo funzionale a particolari interessi)
Ad essere cambiati radicalmente negli ultimi anni, siamo noi consumatori. Alle prime aperture domenicali dei nostri supermarket, avrei giurato non avrebbe aderito quasi nessun consumatore bolzanino. Invece.....Dai piccoli negozi di vicinato, aperti fino a sabato a mezzogiorno e con regolare pausa pranzo durante la settimana, sono scappati i clienti...Alla spesa sobria e tradizionale, in negozi con poche centinaia di articoli, abbiamo sostituito la meta dove „si trova tutto“. Siamo diventati così e nessuno vorrebbe tornare indietro. Nessuna legge ha imposto le aperture festive dei negozi: la legge le ha consentite ed i clienti (purtroppo, secondo me) le hanno approvate. Del resto la Chiesa, ai tempi del primo boom della motorizzazione, fine settimana libero e sci domenicale, si affrettò ad anticipare la S.Messa domenicale, al Sabato sera.
Ma sei davvero sicuro che nessuno voglia tornare indietro ?
Ti sembra che questo nuovo modello sociale sia preferibile ?
Io trovo ad esempio tristissimo che la gente sia ridotta a fare compere la domenica, sia che si tratti di necessità (non ha tempo in altri momenti perchè troppo oberata da altri impegni) sia nel caso lo faccia perchè non ha niente di meglio da fare (che contando anche il posto meraviglioso dove viviamo è doppiamente triste). Poi magari è anche comodo, per carità, ma se ci si ferma un attimo ad analizzare gli effetti collaterali penso si possa fare a meno di tale comodità.
Senza parlare poi della qualità (e anche della scelta, ridottissima a causa della omegeinizzazione operata dalla grande distribuzione).
A mio parere è una scelta al ribasso dettata da semplici quanto poco convenienti (per i più) scelte di mercato.
Ma quale tristezza e relativo piagnisteo. Da cento anni la domenica mattina i negozi nei paesi restavano aperti perchè dopo la messa la gente li affollava. E il vescovo non ha mai messo parola. E per quale ragione uno si deve adeguare al suo modello
sociale? E' tristissimo che ci sia sempre ancora gente che crede di dover consigliare, od imporre, al prossimo come deve vivere. Sembrano i novelli sostituti dei preti. Se la gente non frequenta i negozi di domenica, chiuderanno.
magari per qualcuno potrebbe essere più interessante sbrigare delle pratiche che comprarsi un vestito o un cellulare. Perchè gli uffici pubblici devono per forza essere esclusi dal discorso?
Caro Sergio Sette, diciamo che non Mi convince più che ci sia una separazione tra un „sistema“ cattivo è un „popolo“ buono. Sarà l’età o sarà il disincanto per aver sperimentato la distanza tra le buone intenzioni dichiarate e le azioni praticate. Personalmente la penso come te per quanto riguarda modelli di consumo e di vita e per quanto mi è possibile li pratico. Però credo che quello che ci succede intorno sia il risultato di quello che la maggioranza delle persone ha fatto proprio concretamente. I piccoli negozi ci sono ancora, basta andarci a far la spesa. I falegnami ci sono ancora e non occorrerebbe andare all’IKEA. In vacanza si potrebbe andare qui vicino, senza prendere aerei per mete esotiche. Si potrebbe mangiare solo verdura e frutta di stagione....Si potrebbe, si potrebbe, ma non si fa. Sostanzialmente e maggioritariamente non lo si vuole. Vuol dire semplicemente che siamo figli del nostro tempo, dobbiamo viverci dentro con le nostre idee, senza nostalgie di bei tempi andati che peraltro così belli non erano. Con obblighi e/o divieti dall’alto non si condiziona positivamente la mentalità delle persone. Ognuno è libero, di andare o meno a far la spesa la domenica. Se non ci andasse nessuno i negozi chiuderebbero di certo.
In Austria, Germania, Svizzera tutti i negozi e centri commerciali restano chiusi domenica e festivi e nessuno muóre di fame! Con 6 giorni in settimana noi tutti abbiamo sicuramente tempo abbastanza per fare la spesa!
Ich glaube, die Priester und
Ich glaube, die Priester und Bischöfe sind die ersten, die das Gebot der Sonntagsruhe verletzen, denn für Sie ist der Sonntag der intensivste Arbeitstag, so wie in anderen Dienstleistungsberufen auch. Am siebten Tag sollst du ruhen! Ein wöchentlicher Ruhetag ist wichtig - warum muss es der Sonntag sein?!
Vero, alla domenica lavorano
Vero, alla domenica lavorano anche tanti altri. Ma probabilmente nell’ambito del commercio lo „scontro“ si è determinato perchè le aperture diventano „ideologiche“: c'è chi pur sapendo di perderci economicamente (il personale costa moltissimo nei festivi) tiene aperto per discutibili questioni di „visibilità“.
Antwort auf Vero, alla domenica lavorano von Mattia Frizzera
Se un commerciante vuol
Se un commerciante vuol perdere soldi per„visibilità“ sono affari suoi. Sono contrario a che ad un commerciante venga
imposto di chiudere o tenere aperto, pechè qualcun altro pensa di dover regolare la cosa. Se la domenica non fa affari,
chiuderà. Ma si sa che l' Unione commercianti, e compagnia politica relativa, sono anche in cerca di visibilità. Idem la Curia.
Diciamo che ci sono aspetti
Diciamo che ci sono aspetti di carattere sociale che andrebbero considerati: ad es. in una famiglia che ha persone con riposi setimanali in giornate diverse non si riesce mai a passare del tempo assieme. E' una questione di priorità : pensiamo sia più importante il lavoro, la crescita del PIL ecc. oppure la qualità di vita, la stabilità dei rapporti sociali, la famiglia ecc. ?
Sinceramente, pur non essendo nè cattolico o credente preferirei si tenesse un buon equilibrio fra le due cose, privilegiando la qualità della vita.
Riguardo alla domanda di quale differenza vi sia fra l’aprire un supermarket rispetto ad un’osteria la risposta è semplice: il secondo caso è un’eccezione rappresentata da particolari attività che proprio nel fine settimana vedono la loro clientela naturale, estendere la cosa al primo caso sarebbe trasformare l’eccezione (sensata, necessaria) in regola (non necessaria ma solo funzionale a particolari interessi)
Ad essere cambiati
Ad essere cambiati radicalmente negli ultimi anni, siamo noi consumatori. Alle prime aperture domenicali dei nostri supermarket, avrei giurato non avrebbe aderito quasi nessun consumatore bolzanino. Invece.....Dai piccoli negozi di vicinato, aperti fino a sabato a mezzogiorno e con regolare pausa pranzo durante la settimana, sono scappati i clienti...Alla spesa sobria e tradizionale, in negozi con poche centinaia di articoli, abbiamo sostituito la meta dove „si trova tutto“. Siamo diventati così e nessuno vorrebbe tornare indietro. Nessuna legge ha imposto le aperture festive dei negozi: la legge le ha consentite ed i clienti (purtroppo, secondo me) le hanno approvate. Del resto la Chiesa, ai tempi del primo boom della motorizzazione, fine settimana libero e sci domenicale, si affrettò ad anticipare la S.Messa domenicale, al Sabato sera.
Antwort auf Ad essere cambiati von Alberto Stenico
Ma sei davvero sicuro che
Ma sei davvero sicuro che nessuno voglia tornare indietro ?
Ti sembra che questo nuovo modello sociale sia preferibile ?
Io trovo ad esempio tristissimo che la gente sia ridotta a fare compere la domenica, sia che si tratti di necessità (non ha tempo in altri momenti perchè troppo oberata da altri impegni) sia nel caso lo faccia perchè non ha niente di meglio da fare (che contando anche il posto meraviglioso dove viviamo è doppiamente triste). Poi magari è anche comodo, per carità, ma se ci si ferma un attimo ad analizzare gli effetti collaterali penso si possa fare a meno di tale comodità.
Senza parlare poi della qualità (e anche della scelta, ridottissima a causa della omegeinizzazione operata dalla grande distribuzione).
A mio parere è una scelta al ribasso dettata da semplici quanto poco convenienti (per i più) scelte di mercato.
Antwort auf Ma sei davvero sicuro che von Sergio Sette
Ma quale tristezza e relativo
Ma quale tristezza e relativo piagnisteo. Da cento anni la domenica mattina i negozi nei paesi restavano aperti perchè dopo la messa la gente li affollava. E il vescovo non ha mai messo parola. E per quale ragione uno si deve adeguare al suo modello
sociale? E' tristissimo che ci sia sempre ancora gente che crede di dover consigliare, od imporre, al prossimo come deve vivere. Sembrano i novelli sostituti dei preti. Se la gente non frequenta i negozi di domenica, chiuderanno.
magari per qualcuno potrebbe
magari per qualcuno potrebbe essere più interessante sbrigare delle pratiche che comprarsi un vestito o un cellulare. Perchè gli uffici pubblici devono per forza essere esclusi dal discorso?
Caro Sergio Sette, diciamo
Caro Sergio Sette, diciamo che non Mi convince più che ci sia una separazione tra un „sistema“ cattivo è un „popolo“ buono. Sarà l’età o sarà il disincanto per aver sperimentato la distanza tra le buone intenzioni dichiarate e le azioni praticate. Personalmente la penso come te per quanto riguarda modelli di consumo e di vita e per quanto mi è possibile li pratico. Però credo che quello che ci succede intorno sia il risultato di quello che la maggioranza delle persone ha fatto proprio concretamente. I piccoli negozi ci sono ancora, basta andarci a far la spesa. I falegnami ci sono ancora e non occorrerebbe andare all’IKEA. In vacanza si potrebbe andare qui vicino, senza prendere aerei per mete esotiche. Si potrebbe mangiare solo verdura e frutta di stagione....Si potrebbe, si potrebbe, ma non si fa. Sostanzialmente e maggioritariamente non lo si vuole. Vuol dire semplicemente che siamo figli del nostro tempo, dobbiamo viverci dentro con le nostre idee, senza nostalgie di bei tempi andati che peraltro così belli non erano. Con obblighi e/o divieti dall’alto non si condiziona positivamente la mentalità delle persone. Ognuno è libero, di andare o meno a far la spesa la domenica. Se non ci andasse nessuno i negozi chiuderebbero di certo.
In Austria, Germania,
In Austria, Germania, Svizzera tutti i negozi e centri commerciali restano chiusi domenica e festivi e nessuno muóre di fame! Con 6 giorni in settimana noi tutti abbiamo sicuramente tempo abbastanza per fare la spesa!