Scuola
Il vicepresidente scrive a presidi e insegnanti: "Vi invito a considerare un equilibrio più moderato nella quantità di compiti per casa assegnati durante le vacanze natalizie. Lo consiglia anche uno studio di Cambridge".

Non c'è dubbio: Marco Galateo è un politico molto abile nella ricerca dei consensi ed a questo punto è chiaro che abbia deciso di puntare con decisione, fra le altre cose, sulle famiglie con figli in età scolastica. Andava in questa direzione il maldestro sondaggio avviato con l’obiettivo di cancellare a furor di popolo la “Settimana Sharm”. L’esito a favore dei mantenimento dello status quo è stato salutato con un sospiro di sollievo probabilmente anche dallo stesso vicepresidente della Giunta, perché gli ha evitato un’imbarazzante battaglia amministrativa con Philipp Achammer e la scuola tedesca. Va però ancora di più in quella direzione la lettera arrivata ieri (5 novembre) nella email di dirigenti e docenti della scuola italiana che ha per oggetto “compiti festività”. Dice molto anche la scelta dei destinatari: l’assessore alla scuola italiana avrebbe potuto limitarsi a inviarla ai presidi, i quali avrebbero poi potuto decidere se trasmettere il contenuto agli insegnanti, nel rispetto del principio dell’autonomia scolastica. In questo modo, invece, anche il docente più convinto del mondo che la scuola debba essere solo lacrime, sudore e sangue come farà a caricare di compiti gli studenti durante le festività natalizie?

 

"L’assessore alla scuola italiana avrebbe potuto limitarsi a inviarla ai presidi, i quali avrebbero poi potuto decidere se trasmettere il contenuto agli insegnanti, nel rispetto del principio dell’autonomia scolastica“

 

Sì, il punto è proprio questo. Galateo, che pur, dal punto di vista professionale non viene dal mondo della scuola, ha deciso di ”condividere alcune riflessioni sul carico di lavoro assegnato a ragazze e ragazzi durante il periodo di sospensione delle attività didattiche per le festività natalizie“. Una richiesta da genitore, in sostanza, che troverà d’accordo la quasi totalità dei genitori e anche una parte del corpo docente.

”Comprendiamo pienamente l’importanza di mantenere la continuità dell’apprendimento e di sostenere il percorso educativo degli studenti e delle studentesse – scrive Galateo - ma è altrettanto fondamentale considerare il loro benessere psicofisico. Le vacanze, infatti, rappresentano un momento prezioso per ricaricarsi, trascorrere tempo in famiglia e con gli amici e recuperare energie. Studi scientifici, come quelli dell'Università di Cambridge, confermano che brevi periodi di riposo contribuiscono a migliorare la memoria, la concentrazione e la motivazione, permettendo agli studenti di affrontare il nuovo anno con una rinnovata energia e maggiore  serenità“.

 

”Probabile, dunque, che arrivi ora un coro di consensi da parte delle famiglie, e, ovviamente, degli studenti stessi"

 

Dopo aver citato un non meglio specificato lavoro del più autorevole ateneo del mondo, Galateo arriva al punto. Ma lo fa con educazione e gentilezza, invitando “a considerare un equilibrio più moderato nella quantità di compiti per casa assegnati durante le vacanze natalizie”. L’assessore chiede quindi "ai Consigli di classe e al personale docente di valutare la possibilità di ridurre il carico di lavoro, in modo che studenti e studentesse possano beneficiare di una pausa rigenerante senza rinunciare completamente alle attività di studio, ma gestendo il tempo in modo più flessibile e sostenibile“.

E ancora: ”Vi ringrazio per la vostra collaborazione e per l’attenzione a questo tema, sono sicuro che il vostro approccio professionale e la vostra attenzione sapranno trovare soluzioni che tengano conto di tutte le esigenze, valorizzando il percorso didattico degli allievi senza trascurare il loro bisogno di riposo e benessere. ln questo modo, potremo garantire un rientro a scuola più sereno e motivante per tutti. Con stima, Marco Galateo". Probabile, dunque, che arrivi ora un coro di consensi da parte delle famiglie, e, ovviamente, degli studenti stessi. Cosa ne pensa il mondo della scuola, sia del metodo sia nel merito, lo si scoprirà a breve. 

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Salto User
nobody Do., 07.11.2024 - 20:43

Irgendwie muss mann es in die Gazetten schaffen. Bezahlen wir die Typen für solche Statements? Nur so spaßeshalber, als rhetorische Frage.

Do., 07.11.2024 - 20:43 Permalink
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Profil für Benutzer Evelin Grenier
Evelin Grenier Fr., 08.11.2024 - 11:02

Compiti a casa, Paolo Crepet: „Sintomo del fallimento della scuola ma abolirli porta i ragazzi più tempo sui social“

„I compiti a casa? Il sintomo di un fallimento totale della scuola. È una sorta di delega alla famiglia per colmare le lacune che la scuola non riesce a colmare da sola“. Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, noto per le esternazioni schiette e le posizioni anticonvenzionali, è critico verso il sistema scolastico italiano: unico motivo per cui concorda con l’assessore provinciale all’istruzione Galateo, che mercoledì ha scritto a docenti e dirigenti scolastici della provincia chiedendo di ridurre i compiti durante le vacanze per favorire un clima familiare e di svago. Un „palliativo mal concepito che ignora la realtà sociale contemporanea“ e le vere carenze del sistema scolastico, secondo Crepet, che sostiene il „modello di scuola a tempo pieno ampiamente diffuso in Paesi civili come la Francia, con brevi periodi di vacanza distribuiti lungo l’anno scolastico“. Non ha senso dare lunghe vacanze per poi "rovinarle con i compiti, che io ricordo come un incubo della mia gioventù: meglio sarebbe avere vacanze meno lunghe e giornate scolastiche dilatate fino a metà pomeriggio, più efficaci per rimettere al passo chi è indietro e offrire alternative, dallo sport al teatro, per chi non ha problemi".

Fr., 08.11.2024 - 11:02 Permalink
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Simonetta Lucchi Sa., 09.11.2024 - 07:09

Il tema „compiti a casa“ non è di poca importanza, anzi. Se la famiglia debba o meno aiutare è anche sotteso alla giustificazione di verifiche sulle competenze linguistiche in tedesco dei genitori come è stato deciso in questa provincia. Da cui si deve dedurre che i bambini abbiano molti compiti a casa. Certo, se il mondo della scuola tace, qualcuno ne deve pur parlare. Abbiamo scuole dal carattere del tutto particolare rispetto al resto d’Europa, non possiamo certo aspettarci che lo facciano altri per noi. In linea di massima, concordo con Galateo ma soprattutto con molti pedagogisti e esperti di scuola che hanno la stessa opinione. Certo, sarebbe ora che ci mettessimo d’accordo visto che ognuno dice la sua.

Sa., 09.11.2024 - 07:09 Permalink
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Evelin Grenier Mo., 11.11.2024 - 09:24

Personalmente trovo molto bello fare i compiti con i figli.
Ritengo che non abbia molto senso l’affermazione „troppi compiti“. Cioè chi è che ha precedentemente indagato in tutte le scuole, tutte le classi, insegnanti e materie, per arrivare alla conclusione che i compiti siano troppi? Per qualcuno saranno troppi, per altri - no. Nella scuola tedesca tra l’altro i compiti molto spesso personalizzati, quindi che servono ad aiutare quel preciso alunno.

Da genitore non posso che essere contenta di vedere dei compiti, per lo meno entro a contatto col mondo del figlio a scuola, scopro i suoi punti deboli, i punti forti, ho la possibilità di fargli vedere/scoprire insieme dei lati divertenti e interessanti delle materie. Trovo quindi che quello dei compiti possa essere un momento motivante e stimolante per il bambino stesso. Anche fare lo stesso compito in classe e in ambiente diverso (a casa, in vacanza) può servire ad allargare l' orizzonte, trovare nuove idee etc.

Mo., 11.11.2024 - 09:24 Permalink

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