plurilinguismo
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La prima condizione per
La prima condizione per qualsiasi utile sviluppo nella direzione della cosiddetta „scuola bilingue“ è il perfetto bilinguismo degli insegnanti. Merce rara.
Antwort auf La prima condizione per von Alberto Stenico
Junge Studenten die den
Junge Studenten die den Lehrberuf anstreben, sollten als Italienisch- / Deutschsprachige die Oberschule, spätestens aber das Universitätsstudium, im jeweils anderen Sprach- und Kulturkreis absolvieren.
Un anno fa la Sig.ra Maccadi
Un anno fa la Sig.ra Maccadi si chiamava Mazzadi (vedi link nell’articolo). Spero che il resto dell’articolo sia più accurato
Antwort auf Un anno fa la Sig.ra Maccadi von Otto Rosenberg
Grazie, in effetti ero stato
Grazie, in effetti ero stato più accurato un anno fa.
«La realtá storica, lo
„La realtá storica, lo sappiamo, è un’altra. Bolzano è città italiana, le valli sono tedesche, le altre città Merano e Bressanone presentano distribuzioni diverse tra loro.“
La realtà storica è che Bolzano è città (monolingue) italiana?
„che pone, però, vari problemi non tanto di carattere identitario – con buona pace dei pasdaran dell’integrità etnica – ma più che altro dal punto di vista pratico.“
Non capisco il senso di questa frase (polemica). Cioè: chiunque solleva questioni relative ai rischi di assimilazione delle minoranze linguistiche sarebbe un pasdaran? Secondo l’autore questi rischi non esisterebbero?
Antwort auf «La realtá storica, lo von pérvasion
I rischi esistevano senza
I rischi esistevano senza dubbio nel Ventennio, forse nel Dopoguerra, ma da circa 40 anni i rischi di assimilazione della minoranza di lingua tedesca mi sembrano non esserci affatto. Quanto a Bolzano, non è ovviamente monolingue, ma la gran parte delle persone di lingua italiana vive storicamente nei nuovi quartieri dove le opportunità di condividere la quotidianità con coetanei dell’altro gruppo sono vicine allo zero.
Bozen war schon immer eine
Bozen war schon immer eine mehrsprachige Stadt, so wie es Handelsstädte nun mal sind (siehe u.a. die Handelskammer unter Claudia De Medici).
Das wird leider häufig unterschätzt.
Heute sind ca 15% sog. Ausländer:innen. Nur die Hälfte der Bewohner:innen sind hier geboren.
Die Globalisierung hat auch in Bozen und Südtirol Einzug gehalten.
Mehrsprachigkeit geht schon länger über die übliche Dichotomie deutsch-italienisch (+ ladinisch) hinaus. Es wäre schön, wenn dies auch wahrgenommen und wertgeschätzt werden könnte.