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Langer Rede Conclusio? Sich
Langer Rede Conclusio? Sich politisch einbringen und nicht nur jeden Abend vor dem Fernseher sitzen und über „die bösen Politiker“ schimpfen. Fernseher abschalten und beim Fenster rauswerfen. Mitdenken. Mitmachen. Sprachen lernen. Direkte Demokratie fördern und unterstützen. Nicht hoffen, dass irgendjemand etwas für Dich tut: Nein! Selber machen!
Questo si vede benissimo
Questo si vede benissimo nella Svizzera! Una vera anticamera dell´inferno!
Herr Kripp, Ihre Meinung in
Herr Kripp, Ihre Meinung in Ehren, aber die Schweiz als Beispiel für funktionierende direkte Demokratie zu zitieren finde ich in diesem Zusammenhang nicht unbedingt angebracht. Die Schweiz hat nicht mit historischen ethnischen Spannungen zu kämpfen, daher besteht auch nicht das Gefühl, dass der jeweils andere mich übervorteilen könnte. In unserem Lande wird das „Aufeinanderprallen der Kulturen“ von beiden politischen Seiten (wenn man das vereinfachend so umschreiben kann) einfach immer noch künstlich wach gehalten, um politisches Überleben zu sichern, bzw. um eine politische Rechtfertigung zu generieren. Wo direkte Demokratie zu einer Machtdemonstration gegenüber der jeweils anderen Gruppe wird, ist sie tatsächlich zum Scheitern verurteilt.
Antwort auf Herr Kripp, Ihre Meinung in von Manfred Klotz
Alle Minderheitenthemen (also
Alle Minderheitenthemen (also auch alles, was die Sprachgruppen und ihr Zusammenleben betrifft) sind per Definition von Volksbefragungen ausgenommen. Und kein Reformvoschlag will und kann das ändern.
Mein Kommentar war eigentlich
Mein Kommentar war eigentlich als Antwort auf Herrn Kripps Kommentar von 06:51 gedacht...
Antwort auf Mein Kommentar war eigentlich von Manfred Klotz
Nein, man die Schweiz nicht
Nein, man die Schweiz nicht mit Südtirol vergleichen. Man kann gar nichts mit Südtirol vergleichen. Wir sind einfach UNVERGLEICHLICH!
Antwort auf Nein, man die Schweiz nicht von Sigmund Kripp
Mit Sarkasmus wird Ihr
Mit Sarkasmus wird Ihr Argument nicht wirklich besser...
Interessantissima analisi, e
Interessantissima analisi, e lo dico da partecipante alla Convenzione. C’era il vizio di fondo nel meccanismo partecipativo previsto nella legge, cioè che i 100 venivano estratti tra quelle persone che si erano candidate, ed erano circa 1500. Molti, ma non un campione rappresentativo dell’intera società, fin dai primi Open Space infatti si era capito che una parte si era mobilitata per far sua la Convenzione e in effetti è riuscita a essere sovra rappresentata.
I 33 invece sono stati composti dalla politica, essendo stati nominati dal consiglio provinciale. Accanto alla rilevante quota di noi politici (per cui se si vuole parlare di società civile per i 33 bisogna essere cauti), c’erano esponenti di categoria (sindacati, imprenditori ecc..) eletti dal consiglio scegliendo da rose di nomi, quindi di nuovo filtrati dalla politica, più gli 8 delegati dal forum dei 100 che si era composto come già detto.
E anche in Consiglio sono successe cose che hanno distorto la rappresentazione del territorio. Per esempio, il giorno in cui il consiglio provinciale doveva votare, ci siamo trovati di fronte a un accordo preventivo di ferro tra Svp e partiti della destra tedesca, che hanno „bloccato“ per sé tutte le nomine di lingua tedesca, impedendo a chiunque di proporre una persona di lingua tedesca non allineata che avrebbe rotto il fronte monoetnico che si è creato. Insomma, ci sono stati tanti fattori che hanno distorto tutto il quadro.
Ricordo che ci sono esempi di processi partecipativi in cui le cose funzionano diversamente, proprio per impedire che i più organizzati egemonizzino la discussione, proprio per cercare di rappresentare di più gli „innocenti“. Per esempio il Vorarlberg convoca periodicamente un Bürgerrat a cui affida una istruttoria pubblica su temi e scelte rilevanti. E questo „consiglio dei cittadini e cittadine“ viene formato tirando a sorte su tutta la popolazione, in base a un modello statistico rappresentativo, non tirando a sorte tra chi si autocandida, come è accaduto da noi.
Come sempre ottima analisi. L
Come sempre ottima analisi. L’unica cosa che non condivido totalmente è la parte che riguarda la rappresentatività o meno dei presenti alla Convenzione. Viviamo ogni giorno le dinamiche descritte, quello che è successo nella Convenzione non si scosta di nulla rispetto a ciò. Che fra l’altro è pure coerente con il modello di società che ha prodotto l’attuale assetto dell’autonomia. Sarà anche vero che i più attivi hanno monopolizzato la scena ma da qui a dire che la società „civile“, la sua parte silenziosa, è diversa di strada ce ne passa. D’altronde i risultati elettorali sono lì a ricordarcelo così come veti e blocchi etnici che di fatto regolano tutti gli ambiti della nostra società.
Perchè nasconderselo ? Ci imbarazza così tanto pensare di vivere in una società come questa ?
Penso che non sia una
Penso che non sia una questione di „imbarazzo“, se non quello, per l’appunto, di dover constatare che un’istituzione, creata per gettare le basi per lo satuto 3.0, non sia riuscita a superare questo assetto perché essa stessa assoggettata (in modo anche pilotato) a questo assetto. Non lascia presagire nulla di buono.
Non credo che il cercare di
Non credo che il cercare di cavarsela al meglio sia sempre una giustificazione. Lasciando per un attimo perdere il discorso autodeterminazione, è il resto del contesto sociale/politico che è indicativo. Non si può non domandarsi ad esempio come mai dopo più di 80 anni non si sia ancora riusciti a fare politica in modo „normale“. Perché essere ancora al Sammelpartei significa non aver fatto nessun passo in avanti. E non credo che sia più per una questione di „paura“ ma di semplice convenienza. In questo modo si fa pesare la maggioranza etnica per estromettere dalle decisione l’altra parte esattamente come è successo nella Convenzione. Colpa solo di chi fa politica ? Non credo, le alternative c’erano ma non sono mai state prese in considerazione.
E sinceramente non mi fa nemmeno tristezza, al contrario provo un sentimento di profonda delusione perché a me pare un atteggiamento fortemente prevaricante. Anche se, e su questo concordo in parte con la tua analisi, non sempre volontario. Chiunque faccia un giro nelle valli si renderà conto che lì il contesto è tale che di certe cose non gliene può fregare di meno, sono lontane tanto quanto Andromeda.
Ed è proprio il constatare quale sia la dinamica innescata dallo Statuto e quello che ha prodotto nella periferia (che però è quella che maggiormente conta qui) che mi rende assai pessimista sul fatto che le cose possano prendere un’altra piega. Credo al contrario che questa dinamica sia immodificabile ed in rapida accelerazione e porterà all’unica conseguenza logica possibile: il problema si risolverà non tanto per via di immigrazione, cambiamento climatico ecc., ma perché gli italiani saranno riportati alla percentuale prossima a quella pre prima guerra mondiale. Allora sì che l’autodeterminazione avrà un senso. Si tratta solo di portare ancora un po' di pazienza.