La Lega italiana protezione uccelli (LIPU) stima che ogni anno in Italia vengono uccisi 5 milioni di uccelli a causa del bracconaggio. Tra i paesi dell’area del Mediterraneo l’Italia è al secondo posto, dopo l’Egitto, per numero di uccelli catturati e uccisi. Inoltre, secondo un rapporto di Legambiente solo un bracconiere su 20 viene individuato e, nelle condizioni attuali, la stima ragionevole è che possa essere preso solo un soggetto ogni 100/150 azioni di bracconaggio.
Ieri, martedì 12 marzo, si è tenuta al Museo di Scienze Naturali di Bolzano un conferenza dell’ex Comandante dei carabinieri Isidoro Furlan, già Vicepresidente del Parco Naturale dello Stelvio, nonché protagonista da oltre 20 anni della „Operazione Pettirosso“. Furlan è da sempre in prima linea contro il bracconaggio, da nord a sud, però, come ha voluto più volte sottolineare durante la conferenza: „Ho combattuto molto, ma è anche grazie al supporto di numerose associazioni ambientaliste e animaliste che siamo riusciti a ottenere grandi risultati“.
Tra le grandi azioni contro i bracconieri risulta esserci appunto l' „Operazione pettirosso“ che prosegue ormai da decenni. Solo l’anno scorso, i carabinieri forestali di Brescia della Sezione operativa antibracconaggio e reati in danno degli animali, hanno sequestrato in soli due mesi 3.564 uccelli (dei quali 1.443 vivi), 75 fucili, oltre 4 mila munizioni da caccia e1338 tra trappole, reti e fonofil. „Proprio le colline bresciane - evidenziano gli organizzatori della conferenza - sono tra le zone più colpite da questo fenomeno“.
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