Si apre oggi in Brasile la trentesima conferenza delle parti sul clima (COP30) organizzata dalle Nazioni Unite. Ad ospitare la COP30 sarà la città di Belém, eletta dalla presidenza brasiliana come luogo simbolico per la sua vicinanza alla foresta amazzonica, cuore pulsante della biodiversità mondiale. Dopo diverse edizioni ospitate in paesi leader nella produzione ed esportazione dei combustibili fossili la scelta del Brasile sembra segnare un ritorno ad una maggiore partecipazione della società civile, nonostante i problemi legati alle infrastrutture di Belém. Mentre gli Stati Uniti si preparano a ritirarsi nuovamente dagli accordi di Parigi e l’Unione Europea (UE) si dimostra sempre più tiepida, le aspettative crescono per una COP che porti a un punto di svolta sulla strada della concretezza degli impegni per il clima. Ne parliamo con Viola Ducati, attivista climatica, collaboratrice della rete climatica trentina e della Federazione Ambientalisti dell’Alto Adige-Dachverband für Natur- und Umweltschutz.
SALTO: Dopo Egitto, Emirati Arabi Uniti e Azerbaijan la COP abbandona i Petro-Stati e arriva in Brasile…
Viola Ducati: Sebbene la scelta sia stata accolta con sollievo, bisogna ricordare che anche il Brasile contribuisce fortemente al mercato dei combustibili fossili ed è il secondo produttore al mondo di carne bovina. Certamente, però, si torna ad un rinnovato ascolto delle molteplici istanze, con la presidenza brasiliana che ha voluto lasciare molto spazio alla società civile, dedicandole una zona apposita, la yellow zone, riconoscendo spazio ai popoli indigeni e alla Cupula dos Povos, che riunirà migliaia di organizzazioni da tutto il mondo e dalla quale scaturità la Dichiarazione dei popoli, un documento con proposte e linee guida per affrontare la crisi climatica, che André Correa do Lago, Presidente designato della COP30, si è impegnato a ricevere.
Die Strategie der…
Die Strategie der Nachhaltigkeit richtet sich gegen die zerstörerischen Auswirkungen einer kapitalistisch
angetriebenen Gesellschafts- und Wirtschaftsform, die mit einer extensiven, ein stetiges Wachstum
voraussetzenden Lebens- und Wirtschaftsweise einhergeht, und die die natürlichen Ressourcen und
Senken schneller verbraucht als diese sich regenerieren können. Schon im ersten Bericht des Club of
Rome wird mit Dringlichkeit auf die Grenzen des Wachstums kapitalistisch getriebener Ökonomien verwiesen (Club of Rome 1972). Dieser Befund hat sich in seiner Grundaussage seither nicht verändert, sondern bestätigt die hohe Dringlichkeit.
Nicht verändert hat sich auch die Erkenntnis, dass technische Lösungen allein nicht ausreichen, sondern ein Verhaltens- und Kulturwandel erforderlich ist, also eine Abkehr von verfestigten gesellschaftlichen Normen.
Das bedeutet in der Konsequenz, dass eine gesellschaftliche Transformation zu nachhaltiger Wirtschafts- und
Lebensweise einen Kulturwandel erfordert, der an einer Transformation der hegemonialen Männlichkeitskultur nicht vorbeikommt.
Weg von der Verschwendung…
Weg von der Verschwendung der -f o s s i l e n - B r e n n s t o f f e-, die in nur
1 Jahr mehr vergeudet, wie in der langen Welt-Geschichte in 1.000.000 Jahren gebildet wurde ... ...!
"... die Schuld dafür, liegt…
„... die Schuld dafür, liegt beim NEO-LIBERALEM-WIRTSCHAFTs-SYSTEM, das HENRY FORD angeschoben hat + nur die Devise vom zwingend notwendigem ständigem WACHSTUM ...??? kennt ...!!!“