An dieser Stelle zeigen wir Inhalte unserer Community an, die den Artikel ergänzen. Stimme zu, um die Kommentare zu lesen - oder auch selbst zu kommentieren. Du kannst Deine Zustimmung jederzeit wieder zurücknehmen.
Caro Alberto,
penso che una delle cause essenziali di questo dissenso stia nella visione duale del mondo. La natura non è duale (si/no, buono/cattivo, bianco/nero...) ma variopinta e fra „le due faccie della stessa medaglia“ ci sono infinite alternative. A seconda di come la si guarda, la stessa medaglia non ha solo un sopra ed un sotto, ma svariate forme dal rettangolo ad infinite elissi...´ È, io credo, essenzialmente la paura che condiziona tanti di noi nell´diventare ostili ed aggressivi verso l´ignoto. La paura che si aggrappa al possedere, che rende incapace a „lasciare“ produce avversità contro ogni situazione sconosciuta. Questa paura nasce da un concetto di dignità difinita dall´esterno (siamo degni quando ci si lode e siamo indegni quando ci si biasima), ma la nostra dignità ci è data inquanto esseri umani, dotati di coscienza e capaci ad amare; nessuno ci puo` togliere o dare la nostra dignità. Questa sicurezza ci libererebbe dalla paura e ci aprirebbe al nuovo, allo sconisciuto, all´apprezzamento delle diversità....
In proposito al tema dei migranti mi permetto di aggiungere questo testo:
FAST ALLE UNSERE AHNEN WAREN IRGENDWANN MAL FLÜCHTLINGE
Vorschlag zum Umgang mit Flüchtlingen :
1.
Diesen Menschen in Not ist bedingungslos, menschenwürdig zu helfen; Stacheldrahtzäune sind keine zukunftsfähige Lösung, sie widerspricht massiv dem Geist Europas. 5 Millionen Flüchtlinge wären gerade mal 1% der EU-Bevölkerung.
2.
Durch umfassenden Einbezug der Zivilbevölkerung und der Wirtschaftsbetriebe ist Ghetto-Bildung, die leicht zu Verzweiflung und Gewalt führt, vermeidbar.
3.
Die Kriege in der Herkunftsländern sind rasch zu stoppen; notfalls mit dem Einsatz von Bodentruppen zur Unterstützung der örtlichen Freiheitskämpfer.
4.
Das Erlernen der Ortssprache ist Voraussetzung für Integration; das Anbieten von Ausbildung in Berufen, die im Herkunftsland gefragt sind, ist Anreiz zur Rückkehr. Die Kosten für diese Ausbildung sollten von der öffentlichen Hand zugunsten der ausbildenden Betriebe getragen werden.
5.
Den befriedeten Herkunftsländern sind seitens der EU Aufbauhilfen anzubieten, die möglichst rasch und umfassend wirksam werden können; Hilfe zur Selbsthilfe hat Vorrang.
6.
Die allermeisten Flüchtlinge würden in ihre Heimat zurückkehren, wenn dort die Umstände menschenfreundlicher wären.
Cari interlocutori, Karl Trojer e Andreas Mutschlechner, vi ringrazio per le osservazioni che mi avete dedicato. Devo comunque precisare che personalmente non ho alcun problema di accettazione delle persone con diverse culture. Sia nella mia vita privata, che in quella sociale mi rapporto costantemente con lo sforzo della interculturalità. Nel mio articolo ho cercato di dire che per vincere la sfida della integrazione con i nostri nuovi concittadini abbiamo bisogno di un largo consenso da parte della popolazione locale e della politica che li rappresenta, altrimenti si creano le „società parallele“. Quello della reciproca integrazione è un processo molto difficile: investe temi come i rapporti di genere (così differenti nelle culture dei nostri immigrati), la libertà di culto (insegnamento delle diverse religioni, luoghi di culto, riti religiosi ), contenuti della politica culturale, accesso al diritto alla casa, diretto di voto,ecc.ecc. Su questi temi a mio parere c'è ancora troppo poco confronto e approfondimento.
Cari interlocutori, Karl Trojer e Andreas Mutschlechner, vi ringrazio per le osservazioni che mi avete dedicato. Devo comunque precisare che personalmente non ho alcun problema di accettazione delle persone con diverse culture. Sia nella mia vita privata, che in quella sociale mi rapporto costantemente con lo sforzo della interculturalità. Nel mio articolo ho cercato di dire che per vincere la sfida della integrazione con i nostri nuovi concittadini abbiamo bisogno di un largo consenso da parte della popolazione locale e della politica che li rappresenta, altrimenti si creano le „società parallele“. Quello della reciproca integrazione è un processo molto difficile: investe temi come i rapporti di genere (così differenti nelle culture dei nostri immigrati), la libertà di culto (insegnamento delle diverse religioni, luoghi di culto, riti religiosi ), contenuti della politica culturale, accesso al diritto alla casa, diretto di voto,ecc.ecc. Su questi temi a mio parere c'è ancora troppo poco confronto e approfondimento.
Caro Alberto, condivido quanto hai esposto nella tua replica e confermo il tuo ben noto impegno per l´incontro creativo e pacifico far etnie e culture diverse
Hier eine der wenigen Ausnahmen, wo ein Bürgermeister aus unverdächtiger politischen Ecke es wagt das Thema sachlich abwägend ohne Dogmen zu besprechen und in Diskussion zu stellen.
Sehr selten: http://www.welt.de/politik/deutschland/article156969128/Unsere-grosszue…
Das „moralische“ Ausblenden bzw. Beiseiteschieben der Zuwanderungs-Probleme ist für mich genauso falsch, wie eine grundsätzliche Kriminalisierung und Ablehnung und führt zu einem Ausfschaukeln der Extrem-Positionen, was breiten Konsens und Zusammenarbeit immer weiter erschwert.
Caro Alberto,
Caro Alberto,
penso che una delle cause essenziali di questo dissenso stia nella visione duale del mondo. La natura non è duale (si/no, buono/cattivo, bianco/nero...) ma variopinta e fra „le due faccie della stessa medaglia“ ci sono infinite alternative. A seconda di come la si guarda, la stessa medaglia non ha solo un sopra ed un sotto, ma svariate forme dal rettangolo ad infinite elissi...´ È, io credo, essenzialmente la paura che condiziona tanti di noi nell´diventare ostili ed aggressivi verso l´ignoto. La paura che si aggrappa al possedere, che rende incapace a „lasciare“ produce avversità contro ogni situazione sconosciuta. Questa paura nasce da un concetto di dignità difinita dall´esterno (siamo degni quando ci si lode e siamo indegni quando ci si biasima), ma la nostra dignità ci è data inquanto esseri umani, dotati di coscienza e capaci ad amare; nessuno ci puo` togliere o dare la nostra dignità. Questa sicurezza ci libererebbe dalla paura e ci aprirebbe al nuovo, allo sconisciuto, all´apprezzamento delle diversità....
In proposito al tema dei migranti mi permetto di aggiungere questo testo:
FAST ALLE UNSERE AHNEN WAREN IRGENDWANN MAL FLÜCHTLINGE
Vorschlag zum Umgang mit Flüchtlingen :
1.
Diesen Menschen in Not ist bedingungslos, menschenwürdig zu helfen; Stacheldrahtzäune sind keine zukunftsfähige Lösung, sie widerspricht massiv dem Geist Europas. 5 Millionen Flüchtlinge wären gerade mal 1% der EU-Bevölkerung.
2.
Durch umfassenden Einbezug der Zivilbevölkerung und der Wirtschaftsbetriebe ist Ghetto-Bildung, die leicht zu Verzweiflung und Gewalt führt, vermeidbar.
3.
Die Kriege in der Herkunftsländern sind rasch zu stoppen; notfalls mit dem Einsatz von Bodentruppen zur Unterstützung der örtlichen Freiheitskämpfer.
4.
Das Erlernen der Ortssprache ist Voraussetzung für Integration; das Anbieten von Ausbildung in Berufen, die im Herkunftsland gefragt sind, ist Anreiz zur Rückkehr. Die Kosten für diese Ausbildung sollten von der öffentlichen Hand zugunsten der ausbildenden Betriebe getragen werden.
5.
Den befriedeten Herkunftsländern sind seitens der EU Aufbauhilfen anzubieten, die möglichst rasch und umfassend wirksam werden können; Hilfe zur Selbsthilfe hat Vorrang.
6.
Die allermeisten Flüchtlinge würden in ihre Heimat zurückkehren, wenn dort die Umstände menschenfreundlicher wären.
Karl Trojer, Terlan
trokar.ter@gmail.com
Der Geist Europas ist
Der Geist Europas ist gemeinsam die Außengrenzen zu Schützen damit man die inneren abbauen kann.
Cari interlocutori, Karl
Cari interlocutori, Karl Trojer e Andreas Mutschlechner, vi ringrazio per le osservazioni che mi avete dedicato. Devo comunque precisare che personalmente non ho alcun problema di accettazione delle persone con diverse culture. Sia nella mia vita privata, che in quella sociale mi rapporto costantemente con lo sforzo della interculturalità. Nel mio articolo ho cercato di dire che per vincere la sfida della integrazione con i nostri nuovi concittadini abbiamo bisogno di un largo consenso da parte della popolazione locale e della politica che li rappresenta, altrimenti si creano le „società parallele“. Quello della reciproca integrazione è un processo molto difficile: investe temi come i rapporti di genere (così differenti nelle culture dei nostri immigrati), la libertà di culto (insegnamento delle diverse religioni, luoghi di culto, riti religiosi ), contenuti della politica culturale, accesso al diritto alla casa, diretto di voto,ecc.ecc. Su questi temi a mio parere c'è ancora troppo poco confronto e approfondimento.
Cari interlocutori, Karl
Cari interlocutori, Karl Trojer e Andreas Mutschlechner, vi ringrazio per le osservazioni che mi avete dedicato. Devo comunque precisare che personalmente non ho alcun problema di accettazione delle persone con diverse culture. Sia nella mia vita privata, che in quella sociale mi rapporto costantemente con lo sforzo della interculturalità. Nel mio articolo ho cercato di dire che per vincere la sfida della integrazione con i nostri nuovi concittadini abbiamo bisogno di un largo consenso da parte della popolazione locale e della politica che li rappresenta, altrimenti si creano le „società parallele“. Quello della reciproca integrazione è un processo molto difficile: investe temi come i rapporti di genere (così differenti nelle culture dei nostri immigrati), la libertà di culto (insegnamento delle diverse religioni, luoghi di culto, riti religiosi ), contenuti della politica culturale, accesso al diritto alla casa, diretto di voto,ecc.ecc. Su questi temi a mio parere c'è ancora troppo poco confronto e approfondimento.
Caro Alberto, condivido
Caro Alberto, condivido quanto hai esposto nella tua replica e confermo il tuo ben noto impegno per l´incontro creativo e pacifico far etnie e culture diverse
Hier eine der wenigen
Hier eine der wenigen Ausnahmen, wo ein Bürgermeister aus unverdächtiger politischen Ecke es wagt das Thema sachlich abwägend ohne Dogmen zu besprechen und in Diskussion zu stellen.
Sehr selten: http://www.welt.de/politik/deutschland/article156969128/Unsere-grosszue…
Das „moralische“ Ausblenden bzw. Beiseiteschieben der Zuwanderungs-Probleme ist für mich genauso falsch, wie eine grundsätzliche Kriminalisierung und Ablehnung und führt zu einem Ausfschaukeln der Extrem-Positionen, was breiten Konsens und Zusammenarbeit immer weiter erschwert.