SALTO: Onorevole Dorfmann, all’indomani dell'accordo sulle nomine tra Popolari, Socialisti e Liberali ratificato dal Consiglio europeo — Ursula von der Leyen al vertice della Commissione, António Costa a presidente del Consiglio e Kaja Kallas ad Alto rappresentante — sono iniziate le trattative per allargare la maggioranza all’Europarlamento. Von der Leyen ha incontrato i Verdi, mentre Meloni punta alla vicepresidenza della Commissione in cambio del ‘via libera’ alla presidenza, dopo essersi astenuta al Consiglio europeo. Cosa ne pensa?
Herbert Dorfmann: Per me la presa in posizione di Giorgia Meloni era scontata. C’era un accordo fra i tre gruppi politici che formavano in qualche maniera la maggioranza del Parlamento Europeo negli ultimi cinque anni (anche se poi maggioranza e minoranza al Parlamento Europeo non sono così nette, come lo è per esempio in gran parte dei Parlamenti nazionali degli Stati membri, ma al contrario è abbastanza flessibile). L’ECR, del quale Giorgia Meloni oltre a essere primo ministro in Italia è anche la Presidente, si è sentita esclusa — giustamente a mio parere. La posizione di Meloni sicuramente fa parte della sua trattativa per ottenere un incarico decente e d’importanza per l’Italia.
Quindi secondo lei ha fatto bene Meloni ad astenersi su von der Leyen, l’unica prima ministra a farlo assieme al “no” del premier ungherese Orbán?
A mio avviso, visto che non ha partecipato al tavolo delle trattative, questo voto era lineare. Meloni ha lasciato aperta la porta a von der Leyen, e non era in alcun modo obbligata a votare la candidata espressione di popolari, socialisti e liberali.
Meloni ha lasciato aperta la porta a von der Leyen. Al Parlamento europeo noi e la “maggioranza Ursula” abbiamo sempre dialogato con l’ECR.
Lei vedrebbe con favore se nel PPE si aprisse un canale di dialogo verso Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, per garantire a von der Leyen di essere rieletta?
Il Partito popolare europeo è un po', come si dice in latino (sic) “panta rei”, tutto in movimento. È difficile capire ora quale sarà la situazione degli anni a venire; perché noi e la maggioranza democratica del Parlamento abbiamo sempre dialogato con l’ECR, mentre c’era un cordone sanitario chiaro con ID, ovvero con il gruppo dell’estrema destra (formato da Salvini, Orbán e Le Pen, ndr). Bisogna vedere chi entrerà nel nuovo gruppo politico dei “patrioti” che si sta formando (e credo sostituirà ID) verso il quale penso sia giusto mantenere un cordone sanitario. Con l’ECR invece c'è sempre stato un dialogo democratico, a volte che hanno votato anche con noi, bisognerà vedere.
Però, rispetto ai Verdi, crede sia meglio guardare verso destra?
Il Parlamento europeo non ha una maggioranza ben definita. Visto come sono andate le cose, aprire verso un gruppo politico che ha perso più di altri non mi sembra opportuno anche democraticamente. Non si può a mio avviso prescindere completamente dall’esito elettorale. Il fatto è che il Parlamento europeo uscente aveva una maggioranza strutturale di sinistra, dove sostanzialmente dall’estrema sinistra (The Left) fino ai liberali c’era una maggioranza: questa maggioranza è diventata molto più difficile, quindi capisco che le forze di sinistra — bisogna dire che anche i liberali, dopo l’uscita di alcuni esponenti, sono rimasti sostanzialmente un gruppo politico di centro-sinistra — cercano in tutti i modi di mantenere in piedi questa maggioranza di sinistra, però di fatto non c'è più.
E il PPE?
Detto in maniera molto chiara: anche a noi del PPE non va tanto bene che liberali e socialdemocratici si riferiscano sempre alla maggioranza democratica di centro, fin quando va bene loro, però poi altre volte escludano il PPE e votino assieme all’estrema sinistra. Questo è il gioco che hanno fatto per cinque anni, sostanzialmente. Noi siamo interessati a una cooperazione stabile di centro, se vogliamo metterla così. Non è nel nostro interesse che si apra o allarghi di nuovo questa prospettiva.
Socialisti e liberali vogliono una maggioranza di sinistra. Ma aprire ai Verdi, che hanno perso più di altri, non mi pare opportuno democraticamente alla luce dell’esito elettorale.
Vor so einer EU Einstellung…
Vor so einer EU Einstellung von Dorfmann ist nur zu WARNEN,abgesehen frag ich mich schon lange was der Mann KONKRET in den letzten Legislaturen positives für Südtirol geleistet hat,oder hätte??? Ok ,die Monsanto/ Bayer Sprotzlobby unterstützt : Stichwort ....Glyphosat!!!
Warum wählen Südtirolerinen…
Warum wählen Südtirolerinen und Südtiroler solche Möchte gerne Politiker?Die Reue kommt zu spät,denn dieser Herr wird weitere 5 Jahre unsere Steuergelder abkassieren.
Der Dorfmann als einziger…
Der Dorfmann als einziger Vertreter Südtirols in Brüssel richtet mit seinem blinden Rechtskurs für unser Land einen enormen Schaden an. Aber nachdem sich die SVP anscheinend den Faschisten bedingungslos ausgeliefert hat, ist das entsprechende Verhalten des Dorfmannes nicht einmal überraschend.
Antwort auf Der Dorfmann als einziger… von Hartmuth Staffler
Wer mit Forza Italia ins…
Wer mit Forza Italia ins Rennen geht, ist von den Brüdern nicht weit entfernt.
Herr Dorfmann, Sie Meister…
Herr Dorfmann, Sie Meister der Partei des fließenden Rückgrats, „panta rei“, das ist nicht Latein, das ist Altgriechisch.
Hoffentlich wandert Dorfmann…
Hoffentlich wandert Dorfmann aus Südtirol aus. Dann kann er am Gardasee in seinem Hotel Manager spielen.Und sich Nicht mehr als Manager für Südtirol in Brüssel aufspielen.
Er ist echt ein Mann vom…
Er ist echt ein Mann vom Dorf .