Il dilemma di “Genna”

Angelo Gennaccaro lo ha detto mille volte, anche di recente: sogna di fare il sindaco di Bolzano fin da quando era un ragazzino. Ma come si concilia questa sacrosanta aspirazione con un ingresso in una Giunta Corrarati di uno o più consiglieri della sua lista? Maluccio.
Vediamo perché. Questo giro “il Genna” ha avuto un risultato debordante rispetto alle previsioni: 4788 voti, pari al 12,9%, con un sonoro +4,6 punti percentuali rispetto a cinque anni prima. Un successo che ha lasciato tutti a bocca aperta e che ha ridato linfa al suo sogno. Il suo elettorato ha cioè mostrato di non avere nulla contro il suo equilibrismo tra Comune (dove era in Giunta fino al 2023 e poi comunque in maggioranza), e Provincia (dove appoggia la maggioranza di centrodestra e grazie a ciò è vicepresidente del Consiglio provinciale e assessore regionale all’integrazione europea, una delega leggera che gli consente di avere tempo per l’attività politica). E, anzi, i suoi giovani lo hanno premiato. L'insistere nel non dichiararsi né di destra né di sinistra, nel suo caso sta funzionando.
Se ora però Gennaccaro decidesse di far appoggiare ai suoi la Giunta Corrarati cosa accadrebbe? Che con una maggioranza fatta di 30 consiglieri su 45 il primo sindaco di centrodestra di Bolzano veleggerebbe sicuro al timone, con il cappello da comandante ben conficcato in testa, non solo fino al 2030 ma probabilmente, con buona pace del centrosinistra, anche decisamente oltre. E così, di fatto, il sogno dell’eterno ragazzo con la faccia d’Angelo rischierebbe di svanire.
Per queste ragioni, probabilmente, il “civico” in questa trattativa ha sparato così in alto, chiedendo due assessorati, tanti quanti ne avrebbero FdI e SVP, e, forse, la Civica di Corrarati. Una forzatura evidente in una Giunta a sette, ma anche in una Giunta a otto, tenendo conto che al secondo turno “è restato in poltrona a mangiare i popcorn mentre noi battevamo ogni angolo della città per sostenere Claudio” (cit). Se Gennaccaro continuerà ad insistere nelle sue pretese e a rifiutare altri “risarcimenti” negli incarichi di sottogoverno, sarebbe evidente che il suo non è un bluff ma un progetto per il futuro.
E’ noto che fra i sette consiglieri eletti dall’Svp diversi abbiano un discreto mal di pancia all’idea di governare con la destra italiana (qualcuno molto forte, come Christoph Buratti) e quindi la speranza è che una maggioranza a 24 (su 23 richiesti) possa subire forti fibrillazioni fin dalle prime settimane. E se mai si dovesse tornare al voto prima della scadenza naturale (ma a quel punto anche nel 2030) Gennaccaro, conscio inoltre che una parte consistente del suo elettorato al secondo turno ha sostenuto Andriollo, potrebbe magari diventare il candidato del centrosinistra, o quanto meno del PD e dell’area centrista della coalizione? Chissà. Sogni di una giornata di mezza primavera. Per ora, comunque, la trattativa resta aperta.